Alan Rickman: "Ho visto crescere i tre attori di Harry Potter"

Cinema

Alan Rickman, l’inflessibile professore di Hogwarts Severus Piton, è stato ospite oggi del Giffoni Film Festival dove questa mattina ha incontrato i fan che hanno avuto la possibilità di fargli alcune domande,

L’ attore, grande interprete di cinema e teatro, ha parlato di progetti presenti e futuri ma soprattutto ha parlato del suo personaggio in Harry Potter, la fortunata saga cinematografica che ha reso Rickman famoso anche tra i più giovani.

Il suo personaggio, chiede una ragazza, cambia se stesso per amore di Lily. Pensi che anche nella realtà sia possibile una cosa del genere?

Sono serio: penso che l’amore alla fine sia l’unica copsa che conta.

Com’è interpretare un personaggio di un libro? Come si concilia la volontà del regista con ciò che effettivamente è scritto nel libro?

Devi diventare un politico! Ma essere anche un po’ pugile, cioè devi saper mantenere il tuo angolo, la tua posizione. La cosa più importante quando si fa una trasposizione cinematografica di un libro resta però l’autore. In Ragione e Sentimento ad esempio, le due parole più importanti erano Jane Austen.

Quando ha letto l’ultimo libro di Harry Potter ed ha scoperto la verità su Piton cos’ha pensato?

Sono stato molto felice, penso sia stato il giusto finale per il personaggio.

Com’è stato lavorare con Daniel Radcliffe, Emma Watson e Rupert Grint quando erano ancora cosi giovani?

Con loro ho costruito un rapporto molto speciale. Vedere Daniel passare dai 10 ai 22 anni è una cosa enorme. Considerate che io giravo per sole 7 settimane all’anno, quindi stavo poco coi ragazzi e non mi rendevo conto della loro crescita graduale. li rivedevo l’anno dopo ed erano completamente diversi. Anche il modo di rapportarmi a loro è cambiato, perchè ovviamente ciò che puoi dire ad un bambino di 10 anni non lo puoi dire ad un ragazzo di 22. Di lavoro invece, ho potuto parlare solo nell’ultimo anno, quando Daniel si stava lanciando verso una brillante carriera, ora è diventato un attore con molte facce diverse.

Comunque, la mole di lavoro che affrontavano era enorme, è un miracolo che siano ancora sani di mente!

L’attenzione si è poi spostata sulla carriera professionale dell’attore e sui diversi ruoli che ha interpretato, oltre che sulla carriera da regista.

Lei ha lavorato oltre che come attore anche come regista e sceneggiatore, cosa preferisce fare e quali sono le differenze tra questi ruoli?

Sono tre arti completamente diverse ma necessitano tutte di passione. Bisogna entrare nell’ottica che in quel momento siamo un veicolo tra quello che stiamo facendo ed il pubblico, avere la mente aperta e fare in modo da produrre il prodotto migliore possibile per il pubblico.

Ha dei criteri per accettare i ruoli e ne ha mai rifiutato Qualcuno?

Ovviamente ho rifiutato molti ruoli, semplicemente perchè lo script era pessimo. In generale ci sono due fasi quando ti viene proposto un ruolo: nella prima sei molto felice perchè hanno scelto te. Poi arriva la fase di lettura dello script,  più pagine riesci a leggere meglio è, perchè vuol dire che il personaggio ti sta conquistando. In generale comunque penso sia importante fare film che non insultino l’intelligenza del pubblico.

Che personaggio le piacerebbe interpretare?

Non mi piace scegliere un personaggio prima del tempo. Preferisco sempre essere la vittima dell’immaginazione di qualcun’altro.

 

 

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