10 anni di Lost

Serie TV

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Il 22 settembre del 2004 la ABC mandava in onda per la prima volta l’episodio pilota di una serie televisiva creata da JJ Abramas, Damon Lindelof e Jeffrey Lieber, LOST.

Produttori e sceneggiatori non sapevano all’epoca di trovarsi difronte ad un futuro fenomeno televisivo e che Lost era già destinata a diventare LA serie, una vera e propria bibbia per gli amanti del genere che sostengono non si possa affermare di amare i telefilm senza aver visto almeno una volta tutte e 6 le stagioni di Lost.

L’inizio probabilmente è uno dei più enigmatici e strabilianti di una serie tv: un occhio che si apre, un cane che corre avanti e indietro e poi l’inquadratura si allarga, si sentono urla e si vede una parte di un aereo spezzato in due.

10 anni fa, sul volo 815 dell’Oceanic Airline che da Sidney era diretto a Los Angeles, sono saliti oltre ai passeggeri anche 16 milioni di telespettatori. Tutti, insieme ai 45 superstiti dell’incidente aereo sono arrivati su un’isola misteriosa e molto, tanti fan, ancora non l’hanno lasciata.

La serie capolavoro di JJ Abrams è terminata quattro anni fa ma la community del web è ancora attiva e pronta a discutere dei tanti misteri che ancora non trovano una spiegazione, logica o meno, lasciando molte domande in sospeso.

Colpi di scena, salti nel passato, misteri irrisolti, fumi misteriosi e una valanga di domande che si susseguivano ad ogni episodio: questi gli ingredienti di successo della serie televisiva divenuta ormai cult.

A Lost si sono ispirati molti telefilm successivi, dichiarandosi apertamente eredi legittimi, ma la verità è che fin’ora nessuno è riuscito nel miracolo.

La serie vanta 1 Golden Globe e 11 Emmy, numeri che già da soli farebbero girare la testa ad ogni eventuale ed ipotetico aspirante successore, ma come se non bastasse, il web pullula di forum dedicati, community, e persino un’enciclopedia a tema, la “Lostpedia”, dove vengono spiegati per filo e per segno i particolari di ognuno degli episodi andati in onda dal 2004 al 2010.

Senza contare le convention che ancora oggi si tengono per parlare del tanto discusso finale di serie, oltre alla quantità di tesi di laurea che hanno preso Lost come serie tv esempio di quanto questo genere possa appassionare come e più del cinema.

Non si tratta solo un intricato groviglio di misteri da risolvere: Lost è filosofia, religione, psicologia, karma. E’ voglia di conoscere se stessi e porsi domande sulla propria vita. Lost è riuscito a fare qualcosa che nessun’altra serie ha fatto: ha preso spunto dall’immaginazione per spingere gli spettatori a porsi domande sulla loro vita reale, ponendo ogni volta l’attenzione su argomenti importanti come il libero arbitrio, la capacità di perdonare, la forza di assumersi le proprie responsabilità, la ricerca della fede.

Per questo non possiamo fare altro che augurare buon compleanno a Jack, Sawyer, Hugo, Jin, San, Locke, Ben, Kate, Charlie, Penny, Juliet, Shannon, Sayid, Boone e Calire, in attesa dei loro legittimi eredi.

Gianluca Migliozzi

 

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