Maze Runner: il libro che ha ispirato il film

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Uscirà nelle sale italiane il prossimo 8 ottobre “Maze Runner, il labirinto”, con protagonista la star di  Teen Wolf Dylan O’ Brien.

Il film è ispirato al primo libro di una trilogia scritta da James Dashner, di cui fanno parte “Il labirinto“, “La fuga“, e il capitolo conclusivo “La rivelazione“.

Ambientata in un futuro dispotico, la trilogia tratta di un gruppo di ragazzi intrappolati all’interno di un labirinto che si trova al centro di una raduna. Nessuno di loro sa come sia finito li, si hanno solo due certezze: ogni 30 giorni un nuovo ragazzo viene ritrovato all’interno dell’ascensore che porta al labirinto, e si aggiunge al gruppo. Ogni mattina le porte del gigantesco labirinto si aprono per poi chiudersi di notte. Quando l’arrivo di una ragazza, la prima donna a far parte del gruppo, stravolge completamente le dinamiche del labirinto, i ragazzi capiscono che hanno una sola via di fuga per sopravvivere: valicare le porte del labirinto e avventurarsi verso ciò che c’è fuori.

La Fanucci ha pubblicato il primo capitolo della saga nel 2011 ma in occasione dell’uscita del film pubblica nuovamente l’intera trilogia con nuove copertine che rimandano alla locandina cinematografica.

” The Maze Runner – Il labirinto” cavalca alla grande la scia degli ultimi romanzi che hanno avuto successo in questi anni: come Hunger Games di Susanne CollinsDivergent di Veronica Roth. Tutti ambientati in un futuro dispotico che necessita di un eroe rovesci la situazione e faccia vincere il bene sul male, un genere che sta rapendo il cuore a milioni di lettori e sta trovando il proprio spazio soprattutto tra i giovani, rafforzato poi puntualmente dalla trasposizione cinematografica.

Il romanzo di Dashner parte davvero bene: un ritmo serrato, atmosfera inquietante e intrisa di misteri, come si addice ad un’ambientazione post apocalittica. I personaggi vengono introdotti sempre al momento giusto e nel modo giusto. Quando ci viene presentato il protagonista, Thomas, non si può fare a meno di entrare in empatia con lui: angoscia, smarrimento e la costante sensazione di essere in pericolo entrano a far parte del lettore in maniera inconsapevole ed automatica. Man mano che i tasselli del puzzle vengono messi al loro posto, e che quindi si conoscono più cose sul labirinto, cresce la voglia di capire chi o cosa abbia dato origine a tutto ciò, stuzzicando il lettore pagina dopo pagina.

Non viene dato molto spazio per approfondire la personalità dei personaggi: questo probabilmente perchè nessuno di loro ha ricordi del proprio passato, per cui risulta difficile delineare una personalità precisa senza conoscere gli avvenimenti che hanno portato qualcuno ad essere ciò che è. Sono invece ben evidenziati i rispettivi ruoli che ciascuno di loro ha all’interno del gruppo, in cui si viene a creare una vera e propria gerarchia, dove come in una legione, c’è chi comanda e chi esegue gli ordini, ciascuno ha il proprio compito.

Dashner è bravo a far camminare il lettore sul filo del rasoio, dando sempre l’illusione che si stia per arrivare ad una rivelazione ma ponendo inesorabilmente nuove domande. Come ovvio per una trilogia, la risposta alle tante domande e la rivelazione del mistero, quando finalmente arriva, potrebbe sembrare ovvia e lasciare qualcuno un po’ interdetto, chiedendosi “tutto qui?”.

Gli amanti delle saghe sanno bene però che quella che è la risposta a tutte le domande del primo capitolo non è altro che la domanda più grande e che accompagna i lettori nei libri successivi.

“Maze Runner – Il labirinto” si conclude quindi con un classico cliffhanger che obbliga il lettore a leggere i capitoli successivi per scoprireil vero finale, sperando sempre che la risposta definitiva sia all’altezza delle domande e della suspence che li hanno accompagnati durante le pagine di ogni singolo libro.

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