Anteprima Le ali del destino

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Grande successo di pubblico per l’anteprima de “Le ali del destino” tenutasi al cinema Bareberini di Roma.
Alla presenza del regista Vittorio Viscardi e di Gianna Menetti ideatrice, sceneggiatrice e produttrice  per la CinemArt anche Adriano Aragozzini, produttore discografico e televisivo nonché ex patron del Festival di Sanremo, che a 76 anni debutta al cinema con questa pellicola.
Il film patrocinato della Presidenza del Consiglio narra la vera storia del Maresciallo Vito Sinisi, medaglia d’oro al Valore Militare durante la Seconda Guerra Mondiale e ci fornisce uno spaccato di vita italiana attraverso la storia del ragazzo nato a Ripacandida (Basilicata) nel 1907.
Tra gli ospiti l’unico parente in vita di Vito Sinisi, lo zio Luigi, autorità politiche (Maurizio Gasparri) il Comando dell’Aeronautica Militare (presenti i Generali Rolando Mosca Moschini  e Pasquale Preziosa )  e personaggi pubblici come Nico Fidenco, autore delle musiche nel film; Elena Bolelli, Eduardo Vianello, lo stilista Balestra, Renzo Arbore, Alda D’Eusanio e Patty Pravo.
Proprio attraverso il racconto di suo nipote Luigi ( interpretato d a Aragozzini) emergono i sogni, gli amori e le aspirazioni di un giovane eroe lucano.
La Menetti, prima dell’inizio del film ha raccontato come è nata l’idea:

“L’idea di realizzare un film documento sulla vita di Vito Sinisi è nata per caso, complice il caos mattutino romano.
Può sembrare strano, ma è una situazione realmente accaduta. Ero a  Roma, una mattina, nel più classico ingorgo stradale, ferma ad un incrocio leggo distrattamente una targa toponomastica che indica il nome della via che ogni mattina percorro. Via Vito Sinisi, zona nord di Roma. In quel nome c’è qualcosa di familiare..ed ecco riaffiorare dei ricordi che non sapevo neanche di avere… mi ricordo che da bambina a Ripacandida, mia nonna ogni giorno cambiava i fiori appassiti con fiori freschi davanti ad una foto che poi baciava. Era una foto che ritraeva un aviere, suo fratello, morto durante un’azione di guerra nel 1941. Era Vito Sinisi, mio prozio.”

La pellicola scandisce bene le tappe professionali ed esistenziali del giovane aviere Sinisi e riesce grazie alla vitale interpretazione che ne fa Valerio Peroni a mettere in luce la sua mentalità aperta ed strettamente moderna per l’epoca.
Traspare inoltre tutto l’amore e il rispetto della Menetti per le sue radici lucane e per valori che oggi sembrano essere affievoliti.
Da segnalare i suggestivi filmati originali dell’epoca, forniti dall’Aeronautica Militare e la riuscita messa in scena che ci catapulta in un altro tempo, facendoci assaporare la genuinità di una terra e la spontaneità della sua gente.

Vittorio Zenardi

 

 

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