Tagli all'editoria, oggi conferenza stampa al Senato

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L’editoria libera, cooperativa, fatta di idee, di voglia di condividere un bene primario come l’informazione con tutti, rischia di morire per sempre, almeno nel nostro paese. Un intero settore spesso unica voce del territorio locale è a rischio di scomparire a causa dei tagli voluti dal Governo che ha ridotto di moltissimo i contributi. Negli ultimi due anni, come ha sottolineato la Slc Cgil, hanno chiuso ben 32 testate a causa delle difficoltà che il settore dell’informazione sta attraversando ma soprattutto per colpa della progressiva e drastica riduzione del sostegno pubblico. Il rischio è che il 2015 inizi con la chiusura di altre testate, parliamo di numeri che sfiorano la centinaia, con la conseguente perdita di posti di lavoro.

La Legge di stabilità 2015, in discussione in Parlamento, cancella del tutto il sostegno a testate come questa che cercano nonostante gli innumerevoli problemi che attanagliano il settore di portare avanti la voce libera di chi della libertà di opinione ha fatto uno stile di vita e di lavoro, di chi come noi cerca di dar voce e spazio a tutti, non solo ai nomi altisonanti che si sentono in tv o si leggono sui giornali cosiddetti “importanti”.

Artisti emergenti, scrittori alle prime armi, giovani che vogliono semplicemente far sentire la loro opinione: spesso noi piccole testate siamo le uniche a dar loro la possibilità di farsi conoscere, snobbati da quelli che dovrebbero essere i mezzi di informazioni più importanti e apprezzati, siamo l’unico faro che crede in loro con la forte convinzione che tutti meritano una chance, anche se non hanno ancora venduto milioni di copie del loro libro, non hanno riempito gli stadi coi loro concerti, non hanno fatto il sold out a una loro mostra.

E’ anche a questo che si rischia di dire addio: alla possibilità di dar loro una voce, lasciandoli nell’ombra.

Ma non solo: per “ristabilire” l’Italia, per recuperare denaro e farlo fruire nelle casse dello Stato, si rischia di lasciare senza lavoro migliaia di persone, l’intero settore delle cooperative editoriali ha infatti un indotto di circa 16000 persone tra giornalisti, stampatori, distributori ed altri stackholder della catena di valore del settore.

Che senso ha cercare di risanare le casse dello stato se dall’altra parte enti pubblici come l’Inps si vedono costretti a fronteggiare migliaia di sussidi di disoccupazione, oltre al fatto che tantissime persone si troverebbero senza lavoro. E’ questo il modo di uscire dalla crisi e di rendere l’Italia un paese forte economicamente e libero dalla comunicazione comandata di pochi pezzi grossi?

Per informare l’opinione pubblica sulla drammaticità della situazione e per chiedere al Senato di ripristinare i sostegni necessari per evitare un colpo durissimo al pluralismo ed al diritto ed alla qualità dell’informazione, FNSI, USPI, Articolo21, ACI–Comunicazione, File, Mediacoop, FISC, Slc-CGIL e ANSO hanno indetto una conferenza stampa che si terrà oggi a mezzogiorno presso la sala Nassirya al Senato della Repubblica.

Parteciperanno addetti e associati del settore in un dibattito coi Parlamentari che in primo luogo si sono dichiarati disponibili a sostenere l’iniziativa.

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