Striplife – A Day in Gaza‏

Cinema

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Teleimmagini, collettivo di registi italiani composto da Nicola Grignani, Alberto Mussolini, Luca Scaffidi, Valeria Testagrossa e Andrea Zambelli, filma una giornata “normale” nella striscia di Gaza.
A portare avanti il loro sguardo riflesso, su questa terra di confine tristemente famosa come scenario di guerra infinito, sono  varie umanità viste nel loro quotidiano.
Una giornata che inizia con un evento inspiegabile: sulla spiaggia di Gaza si arenano centinaia di mante. I pescatori se le litigano per venderle al mercato, perché nonostante le dichiarazioni d’intenti di Israele, il mare per loro non è libero, e oltre a subire le aggressioni dell’esercito israeliano, devono spostarsi nelle acque egiziane per riempire le loro reti.
Lungo l’arco di 24 ore seguiamo anche Jabber, agricoltore che coltiva campi a poche centinaia di metri dal confine israeliano pur sapendo che difficilmente ne raccoglierà i frutti. Antar, che fa Rap mettendo  in musica i propri sentimenti sul conflitto, in una terra dove fare Rap in pubblico è vietato.
Noor, giovane speaker di Tijan Tv, che rende conto delle vittime e ricorda come l’80% della popolazione dipenda dagli aiuti umanitari. Il fotografo Moemen, rimasto senza gambe mentre documentava i bombardamenti del 2008, che continua a scattare foto del contesto in cui vive.  Salem, calciatore della nazionale palestinese oggi allenatore a causa del conflitto, Fatima, che non può più far pascolare il suo gregge nelle aree del Sinai e delle alture del Golan ma é confinata nella Striscia. E poi i ragazzi del Gaza Parkour Team, che si allenano dove possono, incuranti dei bombardamenti.
Con la cooperazione  fondamentale di alcuni videomaker palestinesi, il collettivo Teleimmagini riesce a mostrarci una Gaza inedita, filtrata dagli sguardi dei protagonisti.
Ecco così che le macerie diventano campi di allenamento, lo stadio di calcio rivive grazie ad uno splendido montaggio che ci fa sentire i tifosi urlanti ma vedere uno stadio distrutto. Visivo e sonoro divergono, in una contrapposizione dove la rappresentazione procede per sottrazioni e successivi aggiustamenti con lo scopo di produrre senso.
L’uso di un taglio documentaristico, antispettacolare vicino al fotoreportage ben si sposa all’intero progetto che risulta di assoluto valore.
La guerra con i suoi bombardamenti qui non è in primo piano, ma l’uso di una fotografia dai toni lunari, asciutta ed essenziale ce ne fa sentire il peso, creando una sorta cappa soffocante.
I registi però non calcano la mano sul versante della rassegnazione, bensì evidenziano la voglia di andare avanti delle giovani generazioni, verso un futuro di pace.
Il film, grazie ad un lavoro di crowdfunding, con il supporto di Vivo Film, viene distribuito nelle sale da Lab 80 a partire dal 15 Gennaio.
Per tutte le info visitate la pagina Facebook .

Vittorio Zenardi

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