Sanremo: a riflettori spenti

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Perché Sanremo è Sanremo recitava quell’ormai vecchio slogan di epoca Baudiana.

Lo slogan incombe anche su Carlo Conti, perché al Festival può accadere di tutto e anche la sua ottima fluida conduzione, non ne vien fuori immune; pare contagiata da Hal9000, come in 2001 Odissea nello spazio, come nel film di Kubrick, seppur per pochi minuti quando il sistema di inserimento dei nomi e codici degli artisti in gara scambia il codice 02 affidato quella sera a Nina Zilli con la seconda posizione che era di Nek, creando un po’ di scompiglio anche nello stesso Conti.
L’informatica pare sia stata la spina nel fianco, perché ha creato anche qualche protesta riguardo al televoto, spesso rifiutato anche prima che il presentatore lo chiudesse, ma anche in questo caso Pagnoncelli (IPSOS) e Giancarlo Leone (Dir. Gen. Rai1) spiegano il problema, e ne viene fuori che fossero arrivati quei voti non solo non avrebbero mosso la classifica, ma addirittura avrebbero aumentato le distanze tra i 3, e ciò dimostra quanto reale successo abbia avuto questa edizione “della restaurazione” del Festival, per l’enorme seguito, considerando lo share costante sul 50% e più fino all’ultima sera e l’alto numero dei televotanti.
Inviterei gli agnostici a rassegnarsi, e smettere con queste tesi di complotto. La classifica e i voti son quelli, e poco c’entrano le tattiche discografiche di spartizione della torta. La realtà del mercato discografico era completamente rappresentata, non solo dalle sorelle maggiori. E tutte hanno vinto, chi più chi meno in termini di visibilità. Ovviamente parlo delle canzoni e dei loro interpreti
In tutti i casi, dobbiamo ricordare che non si può pretendere qualcos’altro di diverso dal FESTIVAL DI SANREMO che per natura è NAZIONALPOPOLARE, canzonette orecchiabili, qualche ottimo prodotto cantautorale, ma sempre fatti nella direzione del pubblico a cui si riferisce. E se poi si chiedeva al Festival perlomeno di non perdere o disperdere i soldi pubblici, è stato fatto, non solo chiudendo in attivo, ma aumentando di parecchio gli introiti pubblicitari.
#BASTACRITICAREAPRESCINDERE #POTEVATECAMBIARECANALE
Ha ragione Gianluca Ginoble, se ha vinto “il Volo” è perché l’abbiam votato noi, più dei DearJack, più di Nek, più di Malika Ayane, più di Annalisa e Masini e tutti gli altri.
Vivivamo in un paese in cui chi ha successo è oggetto di invidia e critiche più per invidia.
Certamente vivremo l’orgoglio e la speranza di farci rappresentare degnamente all’Eurovision Song Contest 2015 da questi ragazzi, che già godono di un grande seguito a livello mondiale, e potrebbero regalarci la vittoria, riportando la musica leggera italiana in un ambiente di gusti così naif come quello straniero, e regalandoci la terza vittoria dopo quella di Gigliola Cinquetti nel ’64 o quella di Toto Cutugno nel ’90.
Dandovi appuntamento alla prossima edizione, io vi auguro #BUONAMUSICA, con un suggerimento, ascoltatela tutta, e non giudicatela mai.
Antonio Dinuzzi
Amministratore SKE! Entertainment

 

Vittorio Zenardi
Direttore Responsabile

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