Rotellando per Milano, l'Expo è a prova disabili?

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“Associavo Expo a tecnologia e futuro, per questo mi sono illuso di arrivare in una città super cool”: Fabrizio Marta, malato di osteogenesi imperfetta costretto a muoversi su sedia a rotelle, sè i finto turista per un giorno per verificare se Milano è pronta ad accogliere i turisti disabili in vista di Expo 2015. Giudizio complessivo? Una tragedia.

Con il suo format “Rotellando” Fabrizio ha deciso di partire da Domodossola per passare tre giorni a  Milano, chiedendosi se, a meno di tre mesi dall’inzio della Fiera Universale, Milano è pronta ad accogliere i “rotellati”.

La risposta la si può leggere sul suo blog su Vanity Fair: “ho trovato una città che si arranca a fare delle cose moderne ma che sono mozzate, non c’è una visione d’insieme, un coordinamento generale”.

Nel suo post sul blog Marta si pone mille domande su come affrontare l’argomento: parlare di tutto ciò che non va, cadendo nel clichè di chi vuole sempre solo lamentarsi, o evidenziare le cose positive, rischiando però di far sembrare tutto fin troppo buono?

Non si può parlare di una cosa senza escluderne delle altre, ed ecco quindi che sottolinea positivamente il lavoro che sta facendo SEA a Malpensa,  parla dell’acquisto di 20 nuovi taxi accessibili ai disabili da parte di 8585, del Milano Express che è totalmente accessibile, delle linee ferroviarie che TreNord ha e sta rendendo accessibili, del lavoro di Galleria d’Italia, del percorso per ammirare la Chiesa di San Maurizio (in uno dei luoghi più antichi di Milano), degli itinerari accessibili individuati da Milano da Vedere.

Eppure, a lasciarci maggiormente increduli, sono state le perplessità espresse dal blogger: “paura che le rotelle entrassero nelle varie voragini dei marciapiedi e nel pavé dei passaggi pedonali o dentro alle rotaie del tram, pendenze troppo ripide dei marciapiedi, la ricerca spasmodica degli ascensori (non sono segnalati e spesso non funzionano), di certo personale dell’ATM che con fare svampito mi ha fatto girare a vuoto per la stazione metropolitana”.

Per il blogger è una città che tenta di essere pronta ma che lascia le cose a metà, ci sono tante persone volenterose che si impegnano a fare le cose, ma solo fino a un certo punto, dopo la responsabilità passa ad altri, ma non si sa bene a chi. E’ come una catena di montaggio malfunzionante.

Il post si conclude con un appello al sindaco Pisapia: “perchè si continua a progettare in maniera così approsimativa e poco attenta alle necessità di tutti?”.

Gianluca Migliozzi

 

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