Blackhat

Cinema Recensione

Blackhat narra la storia di un hacker pregiudicato, Nicholas Hathaway (CHRIS HEMSWORTH di The Avengers e della serie di Thor), in licenza dal carcere federale, che insieme al Capitano Chen Dawai (WANG LEEHOM) e alla sorella di quest’ultimo Chen Lien (TANG WEI) brillante ingegnere di rete, cerca di identificare e sventare una pericolosissima rete di criminalità informatica che opera a livello mondiale.
Un blackhat (letteralmente “cappello nero”) é un hacker che agisce in modalità silenziosa, soprattutto per scopi di spionaggio governativo. E’ forse l’hacker più esperto dal punto di vista informatico e quelli che da meno problemi all’utente medio della rete, almeno in apparenza.
Agisce infatti nel sottobosco, danneggiando strutture che nel lungo periodo possono portare a gravi danni per tutti.
Michael Mann, maestro del cinema spettacolare hollywoodiano, mixa tutte le caratteristiche più comuni al genere, per portarci però in territori “altri”, meno esplorati.
Il suo sguardo, che all’inizio appare chiuso e tecnicistico si fa con lo scorrere della pellicola sempre più aperto e libero.
Sia quello che impone al protagonista sia quello che ricade sul mondo e sullo spettacolo della natura, mostrataci in meravigliose riprese aeree.
Da Los Angeles a Hong Kong, passando per Perak, Malesia e Giacarta. Realtà virtuale e realtà fisica ci vengono mostrate in tutta la loro potente dicotomia.
La labilità della sicurezza informatica, uno dei temi del film, si intreccia con le scelte morali di Hathaway. Sono proprio queste, che lo separano dai blackhat.
Magistrali le scene d’azione, dove una macchina da presa onnisciente ci mostra molteplici punti di vista, facendoci sentire al centro dell’azione.
Mann, dimostra qui tutta la sua padronanza tecnica, evidenziata dalla fluidità con qui sono girate le scene.
Un’opera attuale, che ci mostra il volto della guerra del 21° secolo, ponendoci numerosi interrogativi e invitandoci a cercare risposte.
Nelle sale dal 12 Marzo 2015.

Vittorio Zenardi

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