"Road 47" di Vicente Ferraz

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Dicembre 1944. Durante la Seconda Guerra Mondiale, sull’Appennino Tosco-Emiliano, un gruppo di genieri della Forza di Spedizione Brasiliana (FEB), inesperti e a disagio nel terribile gelo europeo, tenta nottetempo di neutralizzare uno dei numerosi campi minati tedeschi lungo la Linea Gotica: ma una mina esplode, uccidendo due dei loro, e il reparto, preso dal panico, si disperde nella terra di nessuno.
Comincia così un viaggio in mezzo alla neve, in cui cinque sbandati incontrano una postazione avanzata americana misteriosamente abbandonata, un corrispondente di guerra brasiliano, un soldato repubblichino che ha disertato e cerca di raggiungere la sua famiglia in una fattoria vicina, una pattuglia tedesca e un sergente tedesco che afferma a sua volta di voler disertare. Soprattutto incontrano il campo minato che ha impedito ai carri americani di raggiungere un paese liberato dai partigiani e sotto la minaccia di un contrattacco tedesco. Riusciranno a riscattarsi?
Parte così Road 47  terza pellicola diretta dal regista brasiliano Vicente Ferraz, che porta alla luce un episodio poco conosciuto della Storia, a dimostrazione che quella vera non sempre è scritta sui testi.
Incentrato sul lato umano della guerra, come il famoso e pluripremiato  No Man’s Land di Danis Tanović la trama evidenzia i tormenti e le contraddizioni dei protagonisti, ma non ha la medesima profondità drammaturgica, e nella parte iniziale stenta a trovare il ritmo adeguato. Ricorda in questo il  non eccelso Miracolo a Sant’Anna di Spike Lee.
Tuttavia, Ferraz riesce a ben delineare il particolare incontro fra culture diverse e a mostrarci mirabilmente l’ambiente ostile con cui dovettero fare i conti i soldati brasiliani, che dai tropici incontravano per la prima volta il gelo e il freddo dell’Appenino Tosco-Emiliano.
Le immagini che incorniciano l’ambiente montano, che qui sono per motivi tecnico-logistici girate in Friuli Venezia Giulia, denotano oltre ad un’assoluta padronanza tecnica, un’attenzione particolare alla messa in scena.
La provenienza di Ferraz dal mondo dei documentari, ha il suo peso in quest’opera, come il metodo di ripresa da lui utilizzato, che vede la macchina da presa spesso lontana dagli attori, come a “rubare la realtà”.
Giusta la scelta di un montaggio lineare accompagnato da una colonna sonora minimale, che dona la corretta enfasi alla narrazione.
Road 47 sarà nelle sale italiane a partire dal 23 aprile nell’ambito delle celebrazioni per i settant’anni dalla Liberazione, distribuito da Istituto Luce – Cinecittà.

Vittorio Zenardi

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