La Voce- Il talento può uccidere

Cinema Recensione

Condividi!

La Voce racconta la storia di Gianni (Rocco Papaleo), un imitatore di grande talento la cui carriera si è arenata alle esibizioni nei locali notturni. Dotato di una straordinaria capacità di “rubare” la personalità di chi imita, ne riproduce perfettamente la voce.
Per questo viene contattato dai servizi segreti che gli chiedono, per il bene del Paese, di fare alcune telefonate con “altre” voci in cambio di un futuro professionale migliore.
Il film inizia qualche anno dopo la morte del protagonista, quando la figlia, desiderosa di scoprire la verità su quanto accaduto a suo padre, comincia ad indagare sul suo passato, incontrando lo psicanalista che lo aveva in cura e scoprendo il coinvolgimento di questo misterioso personaggio nei rapporti tra l’imitatore e i servizi segreti deviati. Un’indagine pericolosa che la porterà a far emergere la verità su un traffico illecito di medicinali.
Augusto Zucchi, attore, sceneggiatore e regista teatrale qui al suo lungometraggio d’esordio, confeziona un thriller-noir accattivante e decisamente convincente.
In un periodo dove le intercettazioni telefoniche la fanno da padrone nella maggior parte delle indagini, e l’opinione pubblica dibatte su l’uso che ne fanno i media, Zucchi, si pone, e ci pone, un altro inquietante interrogativo: può un abilissimo imitatore ingannare i riscontri fonologici?
Partendo da qui, disegna una interessante sceneggiatura che avvalendosi del volto/maschera di  Papaleo porta lo spettatore
dentro la mente del protagonista che diventando “gli altri”, non riesce più a ritrovare “se stesso”.
Ossessionato dall’ingombrante figura di Alighiero Noschese, personaggio che ha segnato la televisione e la cultura pop italiana, con la sua presenza carismatica, e trasportato in una realtà straniante, Gianni  si rifugia in un mondo suo proprio.
In una sorta di Teatro della crudeltà, rituale e magico, dove poter rappresentare “l’irrapresentabilità”della realtà.
Questo aspetto è ben visibile nella scena che vediamo all’inizio ma che abbiamo gli strumenti per capire nel suo significato  complesso solo quando ci viene riproposta alla fine.
Qui, il volto di  Papaleo si contorce, sofferente e allucinato, la maschera si scioglie nell’atto di dire la verità, per far posto, forse per l’unica volta, all’uomo.
Nel cast anche lo stesso Augusto Zucchi, alle prese con il molteplice ruolo di sceneggiatore, regista e attore (lo psicanalista Amati), affiancato da Antonia Liskova (la cantante Gloria), Giulia Greco (la figlia dell’imitatore, Giulia), Franco Castellano (Magistrato De Bartolomei), Mattia Sbragia (l’uomo dei Servizi Segreti), Augusto Fornari (il giornalista collega di Giulia),e Riccardo Polizzi (il funzionario televisivo Manfredi).
Prodotto da Ghete Strano per BLACKOUT ENTERTAINMENT srl, in collaborazione con Produzione Straordinaria, sarà in sala dal prossimo 7 maggio distribuito da DISTRIBUZIONE STRAORDINARIA.

 Vittorio Zenardi
 
Tagged
Vittorio Zenardi
Direttore Responsabile

Lascia un commento