Leone nel basilico – La recensione

Cinema Recensione

SINOSSI

Celeste ha circa 60 anni, è vedova e vive in una casa di cura. Un giorno, si addormenta nella stazione ferroviaria e viene svegliata da una ragazza che le mette tra le braccia un bimbo e scappa via. Decide di lasciarlo alla Polizia, ma la madre ritorna a riprenderlo e finiscono per trascorrere la mattina insieme, fino a quando Maria non sarà testimone della morte della ragazza. Così, l’orgogliosa Maria Celeste si troverà a dover salvare quel bambino. E salvando quel bambino, salverà se stessa …

RECENSIONE

Leone Pompucci autore di Mille bolle blu, folgorante esordio che gli valse il David di Donatello come miglior regista esordiente nel ’94 e Camerieri (1995), film ampiamente sottovalutato, arriva in sala con Leone nel basilico.
A quindici anni dal suo ultimo lungometraggio (Il grande botto, 2000), realizza un’opera sospesa, ricca di suggestioni oniriche.
Una favola contemporanea, dove la vita e la morte in un gioco delle parti kafkiano, si intrecciano beffarde.
Ida Di Benedetto che incarna l’arte stessa della recitazione é splendida nella parte di Maria Celeste, cinica e ironica “vive” il personaggio con assoluta e vibrante intensità.
Catrinel Marlon, Giulietta, prostituta di eterea bellezza sempre pronta ad innamorarsi e mamma stralunata del piccolo Leone é assolutamente convincente nel ruolo, che tratteggia con dolcezza e spontaneità.
Il piccolo protagonista, una sorta di “bambino Gesù che rappresenta tutti noi prima di deragliare” come ha affermato il regista, rappresenta la purezza che abbiamo perso.
Un film, dunque, sulla decadenza dei nostri tempi, sull’egoismo e l’orgoglio che spesso minano i rapporti familiari, in primis quello genitori/figli.
Ma anche un’opera sulla vita che scorre e che va ripensata e “aggiustata” finche siamo in tempo, perché nessuno si salva da solo.
I colori che in alcune scene virano al pastello, evidenziano una fotografia, diretta da Marco Pieroni, che assume il compito di aumentare l’atmosfera da favola, così come la “gioiosa” colonna sonora originale di Paolo Vivaldi che ricorda il suono di carillon persi nella memoria.
In sala, distribuito da Micromedia Distribuzione, dal 10 dicembre 2015.

Vittorio Zenardi

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