L'OROLOGIO DI MONACO – RECENSIONE

Cinema Recensione

SINOSSI

“L’orologio di Monaco” narra la storia personale di Giorgio Pressburger, uno dei più alti intellettuali e specialisti di cultura mitteleuropea, alle prese con la sorprendente ricerca sul proprio albero genealogico: un intreccio di vite in cui si incontrano i nomi di Karl Marx, il poeta Heinrich Heine, il compositore Mendelssohn, il regista diScarpette rosse’ Emeric Pressburger e suo nipote, anche lui regista e premio Oscar, Kevin Macdonald.
Pressburger rivive con intensa emozione, attraverso una ricerca che si intreccia tra presente e passato, i ricordi e le vicende umane di cui è stato osservatore partecipe.
Tratto da una serie di suoi racconti editi da Einaudi, il film diventa il pedinamento poetico di un vagabondaggio culturale nell’Europa del ‘900, in cui passano i drammi della Shoah, delle diaspore, le dittature, ma anche lo splendore della civiltà di Kafka, Svevo, Saba, fino a Philip Roth, e di città-simbolo come Trieste, Londra, Praga.

RECENSIONE

La voce ferma, solo a volte rotta dalla commozione per i ricordi che si fanno più chiari, di quella nitidezza che solo l’orrore può dare.
Cosi Pressburger ci accompagna nel suo viaggio fatto di vicende umane che l’hanno portato a scoprire “cosa vuol dire veramente appartenere alla comunità umana dei vivi e dei morti”.
Filmati di repertorio dell’Istituto Luce s’intrecciano a itinerari contemporanei come a formare una geografia emozionale del protagonista.
La camera a mano lo segue mentre a poco a poco tesse, tassello dopo tassello, la trama della sua vita.
Numerosi rapporti di parentela lo legano a celebrità del mondo della cultura di origine ebraica: da Marx al poeta Heine, dal filosofo Husserl al musicista Mendelsshon.
Testimone e custode della memoria del ‘900 Pressburger mette in luce come la vita di un ebreo dell’Europa centrale fosse qualcosa di estremamente provvisorio e antepone con ferma convinzione l’arte in contrasto all’abominio nazista.
Il titolo non si riferisce al famoso orologio del municipio di Monaco di Baviera, ma bensì ad un comune ma misterioso orologio da tavolo, regalato a lui e ai suoi cugini dalla zia e poi finito con loro nei cinque continenti.
Il regista triestino Mauro Caputo riesce con maestria a realizzare splendide sequenze materializzando davanti ai nostri occhi epoche e luoghi differenti.
La narrazione risulta estremamente avvincente grazie ad un ottimo montaggio realizzato da Daniele Trani autore anche della fotografia.
L’orologio di Monaco” risulta essere un documento prezioso per non ripetere gli errori del passato, capire il presente e affrontare con ottimismo il futuro.
Un’opera che potrete trovare in DVD corredata da un’interessante galleria fotografica come extra, distribuito nelle migliori librerie e videoteche da Istituto Luce-Cinecittà e disponibile in tutti gli store on-line come Amazon, IBS, La Feltrinelli.

Vittorio Zenardi

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