Matthew Broussard all' Alson Gallery di Milano

Arte Cultura

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Dal prossimo 3 marzo 2016 arriva a Milano “ Notes to myself – Taccuino” la mostra di Matthew Broussard  all’Alson Gallery. L’artista, il suo pensiero e le opere in esposizione saranno presentate in anteprima  il 18 febbraio da Ceresio7 a Milano, alla presenza del curatore Paolo Manazza e del direttore artistico Francesco Bucaro.
Dal testo critico in catalogo si legge : “….Il titolo scelto per la mostra sembra esso stesso un’opera. Non si tratta d’una mostra tematica, né di una serie di lavori creati per stare insieme come corpo compiuto. Tecnicamente sono assai diversi. Broussard ci spiega che alcuni sono risolti mentre per altri ha lui stesso la necessità di vederli nel confronto con il pubblico. “Ossessioni private o considerazioni storiche… Riconosco, però, una continuità nel modo di ragionare, e alcune abitudini tecnico-visive nel porre e risolvere questioni. Vi sono tematiche ricorrenti; o nel soggetto stesso delle opere, o nei ragionamenti e riferimenti strada facendo”.

Kodachrome “Immagino -racconta l’artista- l’insieme come un paradosso koan, o per stare più vicino a casa nostra, una settimana enigmistica, dove chi guarda troverà una serie di elementi che si sovrappongono o intersecano tramite opere diverse tra loro. Spero che si arricchiscano e si informino a vicenda, senza mai ripetersi o diventare formulaiche”. In realtà il pericolo di un’interpretazione virtuosistica è assai lontano. Ripeto, la sovrapposizione di linguaggi addolcisce l’eterogeneità tecnica nel fiume della poesia. Broussard non è né un semplice pittore né tantomeno un artigiano. E’ semplicemente un artista. Un poeta visionario. Le sue opere hanno certamente richiesto tanto investimento ma più che nei materiali stessi e nel lavoro, nella natura e nella loro intrinseca logica interna. “il valore dei mie lavori non si trova nell’aspetto delle opere, ma nel tempo passato insieme a loro. I tentativi e le soluzioni per risolvere problemi di natura tecnica mi portano sempre ad arricchire il loro contenuto: a trovare connessioni concettuali e soluzioni visive non prevedibili. Per questo preferisco creare le opere da me stesso, piuttosto che avvalermi di forniture esterne. Senz’altro verrebbero più ‘perfette’ commissionando la loro produzione; ma forse per me sarebbe meno interessante. E io non imparerei tanto durante il percorso della loro creazione”. Una mostra da non perdere quella dell’artista texano che svolge la sua attività in Italia, dove pare giocare con l’osservatore, fondendo immagine e parola.

 

 

 

 

 

 

Vittorio Zenardi 

 

Vittorio Zenardi
Direttore Responsabile

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