“Volere è potere”, la grande illusione dei risultati facili: intervista a Teresa Burzigotti

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Intervista a Teresa Burzigotti wingwave Coach e Master Trainer, fondatrice dell’Istituto di Coaching Neurolinguistico Otto Deit Akademie

 Teresa, oggi si sente parlare sempre di più di Coaching come panacea per tanti problemi, ciononostante molti non sanno ancora cosa significa? Chi è il Coach? Cosa fa e come lavora?

“È vero, purtroppo ancora nel nostro Paese questo lavoro è poco conosciuto e relativamente utilizzato. Nonostante i media ne parlino e ci siano già molti professionisti che lavorano in questo ambito; e anche valide scuole e istituti di formazione, ancora non si è creata una vera e propria cultura stabile del Coaching.
Il Coach è sostanzialmente un affiancatore e un facilitatore, che a fronte di una comprovata istruzione e specializzazione, agisce all’interno di un rapporto, definito in termini professionali, per aiutare le persone a raggiungere obiettivi e in generale a migliorare la propria vita, le proprie relazioni, ad attingere liberamente alle proprie capacità e a sviluppare il proprio potenziale. Secondo il mio parere, inoltre, un Coach dovrebbe continuare la sua istruzione per tutto il tempo in cui esercita la professione e informarsi sui progressi della scienza nel campo della mente, curando anche rapporti e scambi interdisciplinari con altre professioni centrate sull’essere umano. Il Coach può lavorare con singole persone, con gruppi, con privati e all’interno di aziende e organizzazioni, utilizzando metodi e tecniche in cui si è formato.”

Come giornalista attivo nel web osservo i social e leggo frasi motivazionali come “Se veramente lo vuoi, puoi farlo” “Devi convincerti che puoi farlo e poi ci riesci” “Se vuoi fare qualcosa, falla e basta”. È davvero così facile il successo? E se lo è, come si spiega? E perché nessuno non l’ha mai detto prima?

“Per me, “per il mio orecchio interno” prima di tutto, “frasi imperative”, che contengono un “devi” oppure “relazioni di causa effetto” suonano respingenti. Sono lontane dal mio modo di vedere la comunicazione motivazionale cioè elegante, rispettosa, coinvolgente e soprattutto intelligente. Abbiamo una lingua sensibilmente ricca, che soffre nel recinto delle sintetiche espressioni commerciali, spesso funzionali al marketing, diversa dall’inglese, molto più simile alla lingua tedesca nella complessità strutturale.
Inoltre, a me Coach, per come io pratico e concepisco la professione, queste frasi giungono illusorie e superficiali perché contengono delle grandi “cancellazioni”.
Infatti un numero inimmaginabile di persone fallisce nel cambiamento e nello sviluppo della propria personalità non certo perché non lo voglia o non lo voglia con tutte le proprie forze!
Tratto spesso nel Coaching persone che si sentono bloccate da emozioni non elaborate nel passato o da una previsione stressante del futuro, oppure incastrate in un presente che non amano. Se avessero potuto liberarsi con la sola forza della volontà non sarebbero venute dal Coach! La soluzione non è nel “volere” ma nel “know how” cioè nella conoscenza. La frase giusta per me è questa: “Se sai, puoi. E ora che sai, se vuoi, puoi scegliere di farlo”.
La volontà insieme al know how è madrina della libera scelta, più equilibrata, più calibrata e più mirata all’obiettivo.
Lavoro spesso con persone bloccate, che hanno la sensazione di “vivere con il freno a mano tirato”, di “tornare sempre allo stesso punto” e di stare nel “film sbagliato” seguendo in genere questi passi:

1) sblocco il flusso emozionale e mentale con il wingwave Coaching, che con la sua componente EMDR favorisce l’elaborazione inconscia.
2) In una fase del Coaching più cognitiva spiego come funziona la mente e le strutture mentali del problema e quelle del successo.
3) Informo sui benefici di una comunicazione efficace, proficua e autentica con se stessi e con gli altri e spiego come funziona.
4) Affianco per individuare lo stile personale ed elaborarlo in modo esclusivo ed evolutivo.

E infine per rispondere alla tua domanda: no, il successo, soprattutto quello duraturo, non è facile. Richiede:
preparazione costante
capacità di rimanere in equilibrio emozionale
e di impegnare miratamente le proprie energie all’interno di contesti spesso molto instabili e in cambiamento
autocontrollo e conoscenza dei propri limiti e delle proprie capacità.
e infine l’intenzione ferma e la capacità di elaborare la frustrazione.

C’è anche altro e come s’intuisce, su questa strada, il supporto da parte di un Coach professionista può essere di grande aiuto.

Lavorare con un Coach professionista, tuttavia, non è ancora alla portata di tutti. Mancano le strutture, i supporti e la cultura, nella nostra società per garantirne l’accesso allargato. Per esempio non è rimborsabile dalle assicurazioni come altri trattamenti di benessere psico energetico. È un investimento che non tutti possono permettersi.
D’altra parte ci sono anche tanti coach che per raccogliere clienti dal grande mercato usano gli slogan, come nella pubblicità. E questo sarebbe anche accettabile se la promessa contenuta nello slogan fosse autentica. Spesso non lo è.”

Quindi ancora nessun miracolo verso il successo?

“Penso che il lavoro con un Coach professionista possa condurre a risultati straordinari, le persone possono veramente sentirsi libere di realizzare la propria vita e i propri sogni. Il Coach facilità e affianca, ascolta e valuta insieme, sostiene e sponsorizza e questo oggi, in un mondo in cui c’è tanto isolamento e sempre meno tempo in contesti performanti, è già una specie di miracolo, un rapporto d’eccezione. Tuttavia la realizzazione dei risultati resta al cliente e richiede impegno.

Importante qui, è conoscere il pericolo dell’eustress, cioè dello stress positivo. La ricerca scientifica sul cervello dimostra come molte malattie siano causate dallo stress e che l’esposizione prolungata allo “stress positivo” provoca gli stessi effetti dannosi nel corpo e nel cervello dell’esposizione prolungata allo stress negativo “distress”. Spronare le persone in modo eccessivo ed euforico al cambiamento e ai risultati quando ancora il dubbio, l’insicurezza e la paura vivono e proliferano nella loro mente, produce danni. Le conseguenze sono valutazioni sbagliate e rinunce fuori luogo. Una volta raggiunto l’ambito risultato e passata l’ebbrezza euforica la persona si sente vuota, stremata e concentrata solo su ciò che ha sacrificato e perduto piuttosto che sul risultato ottenuto. Può anche insorgere una dipendenza da “adrenalina” con la conseguente ricerca continua di stimoli forti e sfide impossibili.
Ho lavorato con clienti con questo tipo di problema. Ho avuto anche casi in cui i danni dell’Eustress (stress positivo) erano talmente forti da richiedere interventi di altri professionisti. Questi sono i casi che tratto al “Cortile della Salute”, un centro di cure per la medicina integrata nel cuore di Roma. Mentre la persona cura gli effetti dello stress nel corpo e riconquista la salute, posso intervenire con il wingwave per ripristinare l’equilibrio mentale/emozionale, “lavorando al contrario”, cioè trasformando le convinzioni euforiche, pagate a caro prezzo, in convinzioni razionali e funzionali”.

Teresa Burzigotti – Coach Professionista – formatasi a Colonia in Germanistica e lingua tedesca a metà degli anni ‘80, studia a Roma Design e Art Direction all’inizio degli anni ‘90.

sesaipuoi

Dopo un’esperienza personale con il Coaching dal 2000 al 2003 si forma dal 2004 al 2007 alla scuola di PNL di Alessio Roberti come NLP Coach e a Colonia in tecniche di psico energertica EFT e BSFF al Salomon Institut. Dal 2011 è wingwave Coach certificata prima a Berlino, alla wingwave Akademie, e poi ad Amburgo dai creatori del metodo, all’Istituto Besser-Siegmund. Nel 2014 prosegue con la formazione in Quantum Healing a Colonia e attualmente frequenta i seminari del Dr. Joe Dispenza sui temi del cambiamento e della realizzazione del proprio destino. È Master Coach associata dell’Associazione per il Coaching Neurolinguistico di Amburgo. È organizzatrice del centro di medicina integrata di Roma “Il Cortile della Salute” e fondatrice della Otto Deit Akademie, Istituto di Formazione per il Coaching Neurolinguistico.
www.ottodeit-akademie.com mailto:info@ilcoaching.net

Vittorio Zenardi

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