Intervista a Raffaella Micheli

Libri Società

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Incontro la scrittrice Raffaella Micheli casualmente. È presente   all’evento “Il Borgo dei libri” in corso di svolgimento  a Torrita di Siena (SI).
Il suo libro “Quadretti del Trasimeno” edito da Core Book Multimedia & Editoria  sta avendo molto successo di critica e di pubblico al Salone del libro a Torino  che chiuderà domani.
Colgo l’occasione per intervistarla e conoscerla meglio in qualità di affermata scrittrice. Lei, amabilmente, si sottopone alle mie domande senza graffiarmi come temevo – considerato che è anche esperta di scratching, letteralmente graffiare ,ma nel suo caso da intendersi come una tecnica di scrittura informatica.
Chi è Raffaella Micheli? E’ più scrittrice o lettrice?
Sicuramente sono una grande lettrice, prima di scrivere è mia abitudine leggere e documentarmi. Spesso mi ritrovo a perdermi.
Si sente più paesologa o antropologa?
Il termine “paesologa” è estremamente divertente, si potrebbe dire che fa parte di quel linguaggio creativo che spesso rende vivo e brillante il linguaggio e la comunicazione.
Ci parli del suo  ultimo libro.
Per questo racconto, giallo, ho attinto a piene mani alla vita dei piccoli paesi, le manie della gente e le caratteristiche delle persone che amano la loro terra, italiane e non.
Cosa rappresenta per lei il lago? E’ un simbolo, un sogno, una passione. E’ un limite o un orizzonte?
Ho vissuto il lago come un ambiente molto familiare, avendone frequentato le varie località fin da bambina: probabilmente ha sempre rappresentato un ambiente magico, affascinante le cui sponde nascondono e svelano storie, vicende e personaggi.
 Come scrive il mio amico Marco Cerbella – con il quale collaboro alla pagina Facebook “Trasimeno Panorami e foto”, che mi ha affidato la gestione della pagina Facebook del programma Rai “Italia da stimare”: il lago è lo specchio del cielo”.
I suoi autori di riferimento: quali sono?Amo tantissimi autori alcuni tra gli altri Kundera, Pennac, Vargas, Carlo Fruttero, Grossman. Tuttavia non mi sono ispirata a nessuno in particolare perché il giallo è nato per caso quasi su “commissione” essendo stato scritto appositamente per parlare del Trasimeno.
Quindi una sorta di “confezionamento”di una storia di persone, profili, eventi che ruotano intorno a vicende reali – vedi descrizioni dei paesi (fedeli) o locali, quali “Rosso di Sera” ed eventi aperura dell’Emissario lo scorso febbraio  2015.
Le piace il cinema?
Mi piace il cinema, film come “Quel che resta del giorno”,”The Others”, “L’albero degli zoccoliLa mia Africa”.
Quali sono i suoi miti, le sue ambizioni?
 Non so se ho un mito. Mi piacciono certe donne tipo Meryl Streep, sella quale condivido le sue ultime dichiarazioni.
L’ambizione di chi scrive forse è essere capace di creare interesse e soprattutto di far circolare e condividere le idee.
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Raffaele Zenardi