Festa del Cinema di Roma: incontro con Bernardo Bertolucci

Cinema

Bernardo Bertolucci, è stato accolto da una standing ovation all’ultimo Incontro Ravvicinato, voluto da Antonio Monda per la sua Festa del Cinema di Roma.
Regista di  veri e propri capolavori come L’ultimo imperatore (Premio Oscar nel 1987), Il conformista, Ultimo tango a Parigi e Novecento, Bertolucci, 76 anni compiuti pochi mesi fa, ha ripercorso le tappe della sua carriera davanti al numeroso pubblico presente.
Ha parlato di quella che considera la sua mania, Il voyeurismo: 

“Mi è sempre interessato il voyeurismo perché chi ama usare la macchina da presa è un voyeur. Quando negli anni ‘60 mi mettevo con l’occhio sul buco della macchina da presa, siccome avevo iniziato con l’analisi freudiana, mi veniva in mente il buco della serratura dei genitori. Freud parla di Scena Primaria: tutti i bambini hanno visto o immaginato i genitori fare l’amore. Ecco, è un sistema di pensiero il voyeurismo. Nella vita sono meno voyeur, ma al cinema divento senza freni.

Poi confida un aneddoto molto divertente:

 “Nel ‘64 o ‘65 qualcuno mi invitò a una cena per Bresson che era a Roma per girare il primo episodio de La Bibbia. Il produttore era Dino De Laurentiis, e ricordo che un giorno tornando nei suoi Studios trovò degli animali. Così chiamò Bresson e disse: “Che bello, riuscirò a farti fare un film spettacolare”. Bresson gli rispose: “Begli animali, ma non si vedranno che le loro orme sulla sabbia nel film. L’indomani Dino lo licenziò e gli fece trovare il biglietto per rientrare a Parigi. Lo conobbi quella sera”.

Infine il primo incontro con Marlon Brando:

“Era l’uomo più bello del mondo e questo lo pensavano sia le donne e sia gli uomini. Ero all’Hotel Raphael di Parigi, Brando era stanco per il viaggio. Rammento che gli raccontai, parlando un pessimo inglese, la storia del film. Poi gli dissi: “Ma come? Ti sto raccontando il film, perché non mi guardi negli occhi?”. E lui: “Perché aspetto che tu la smetta di muovere il piede”. Ricordo anche che prima di girare andai con lo scenografo, il costumista, Vittorio Storaro e Brando a vedere una mostra di Francis Bacon. Desideravo che tutti capissero che i primi pian del film dovevano essere come i ritratti esposti. Dissi a Marlon: “Vorrei che il tuo viso avesse questa forza e immediatezza”. 

Vittorio Zenardi

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