China Playtime – La recensione

Cinema Recensione

Sinossi

Massimo Giovara lavora nel parco di divertimenti nel cuore della Cina produttiva come attore ricoprendo il ruolo di prete cattolico addetto a celebrare matrimoni per cinesi affascinati dall’iconografia televisiva occidentale. Il suo palcoscenico è l’altare, il suo teatro è la chiesa, i suoi colleghi sono Minnie e Topolino.

Recensione

China Playtime è un progetto documentaristico indipendente, realizzato dalla casa di produzione H12 FILM di Torino con il sostegno di Film Commission Regione Piemonte e Torino Piemonte, per la regia di Lucio Lionello.
Le circa 25 ore di girato realizzato dall’attore, regista e musicista Massimo Giovara nel 2006 in Cina in un video-diario autobiografico, vengono selezionate e plasmate in un montaggio dove il vedibile ed il leggibile divergono, come in una sorta di monade leibniziana, il senso non è ciò che appare ma ciò che si nasconde.
Così il Dalian Discovery Kingdom Park diventa il campo di battaglia dove la spiritualità occidentale si scontra con il materialismo consumistico che trasforma l’istituzione del matrimonio in una “farsa” dove al posto dei testimoni possono tranquillamente apparire Minnie e Topolino.
Lionello alterna la vita nel Parco giochi con immagini naturalistiche, come quelle suggestive di uomini e donne che raccolgono alghe nella bassa marea evocando le nostre mondine.
Ma il suo sguardo vuole mostrare, come la dottrina religiosa, per attrarre nuovi fedeli si trasformi in Teatro. A suggellare questo pensiero, le immagini finali che scorrono sui titoli di coda, dove si vede un giovane Jorge Mario Bergoglio, allora Arcivescovo, inaugurare il Parco a tema religioso “Tierra Santa” di Buenos Aires.
Il film è stato in concorso ai festival Venice Film Week (ITA) e al IndieWise Virtual Festival (USA).

Vittorio Zenardi

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