Teresa Burzigotti Coaching - Lo Speciale

La strada interiore, la vera via per il successo: intervista alla coach Teresa Burzigotti

Interviste Salute

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Fare ciò in cui si crede è il segreto del successo e crea un percorso di vita straordinario. Il suo tema centrale sono le emozioni che ispirano il sistema di pensiero e i principi del suo Coaching.

“Le emozioni sono il motore delle nostre azioni e segnano la qualità dei nostri pensieri. Quello che pensiamo e quello che sentiamo crea il nostro stato dell’essere, che crea la nostra realtà. Le emozioni sono anche il termometro che ci dice se quello che stiamo facendo è allineato con il nostro percorso interiore. Con l’aiuto di un metodo comprovato e strutturato le emozioni diventano una bussola infallibile per un percorso di Coaching”.

Queste le parole di Teresa Burzigotti  Coach e Trainer Professionista di successo (http://www.ottodeit-akademie.com/)  che si confida a What’s Up per una intervista esclusiva.

Salve Teresa, come è arrivata al Coaching?
“Il Coaching non era nei miei obiettivi, è stato più che altro la conseguenza di un percorso. Andiamo attraverso la vita con delle attitudini e io fin da bambina sono stata attratta dal lavoro del detective, dai comportamenti delle persone, dai disegni intrecciati delle loro avventure, dalle loro storie e volevo aiutare gli altri”.

Ha lavorato molti anni in pubblicità, come Art Director. Come mai aveva scelto quella strada?
“Sì, ho lavorato per più di vent’anni nel mondo della pubblicità come Art Director. Organizzare la parte visiva di un messaggio in sinergia con le parole e far sì che in pochi secondi si raggiunga la massima efficacia nel suscitare emozioni è stata una grande scuola. Molte delle tecniche di comunicazione che ho appreso le ho ritrovate nella Programmazione Neurolinguistica, che uso nel Coaching. Viene tutto da una grande rivoluzione nel campo della comunicazione, iniziata degli anni 70 negli Stati Uniti.
Ho scelto la pubblicità perché mi affascinava l’immediatezza del risultato e tutto il complicato e organizzato lavoro di ricerca e progettazione che c’è alle spalle, mi piaceva il ritmo con l’ansia delle scadenze che ti costringono a immergerti completamente nella creatività capovolgendo di colpo la visione usuale del mondo per individuare dei dettagli, macroscopizzarli e riassociarli in un nuovo punto di vista, sintetico, efficace, memorabile, impattante ed emozionante.
Mi affascinano le visualizzazioni, i colori e le immagini perché creano emozioni. Come ci insegnano il linguaggio non verbale, quello che si vede con gli occhi influenza maggiormente la comunicazione”.

Cosa c’entra in tutto questo il suo rapporto con la Germania?
“Con la Germania ho un rapporto d’amore assoluto. La Germania mi ha dato un grande amore, che quando è finito mi ha lasciato due figli straordinari e un legame intenso e profondo con questo Paese. Ho studiato la lingua tedesca all’Università di Colonia.
Ho frequentato molto spesso la Germania negli ultimi 11 anni. Tutta la mia formazione specialistica nel Coaching è avvenuta in questo Paese, a Colonia, Amburgo, Berlino e Monaco e anche in Svizzera a Basilea.
Mi sono appassionata ai metodi di Coaching tedeschi e li uso nel mio lavoro. Sono avanti a noi di almeno 20 anni nella familiarità con l’uso del Coaching e mi piace avere gli strumenti più attuali per lavorare con i miei clienti. Posso lavorare con clienti in lingua tedesca e inglese.
Posso lavorare su skype con persone in ogni parte del mondo. Inoltre, last but not least, in Germania vivono e lavorano i miei due figli, come medico a Berlino l’una e nello sviluppo del personale a Francoforte l’altro. Con loro ho un legame intenso e profondo di amore assoluto e di stima”.

Lei ha anche fondato un’accademia ed è l’unica trainer italiana a insegnare il metodo wingwave, il volo della farfalla. Di cosa si tratta?
“Si tratta di un metodo che lavora con dei principi comprovati dalla ricerca scientifica e che permette di raggiungere risultati veloci e stabili per l’equilibrio mentale ed emozionale della persona. Per questo è molto amato dai manager e dagli sportivi, dagli attori e dai public speaker e da tutte quelle persone che si muovono in contesti performanti e che vogliono risultati in tempi brevi. Il wingwave è un Coaching Emozionale, che si basa sulle nuove scoperte delle neuroscienze in merito all’impatto prioritario delle informazioni sul cervello limbico. Curando le emozioni cambiamo i pensieri e lo stato di una persona, togliamo lo stress causato dalla permanenza in condizioni emozionali negative e aumentiamo la capacità di realizzare con gioia obiettivi di lavoro, sportivi e personali”.

Come è passata dalla pubblicità al Coaching?
“Il passaggio è stato naturale, ho seguito l’istinto e ho avuto buoni consiglieri fra i miei amici tedeschi. Sono entrata in una grande crisi personale e professionale che è iniziata dal 2000 ed è diventata definitiva nel 2003. Tutto il modo in cui vivevo, era esageratamente veloce, incalzante, con tanto stress e molte compensazioni. Non ero in contatto con me stessa né con le persone che amavo e dovevo sempre dimostrare qualcosa.
Passavo le giornate, la notte e spesso il week end in agenzia e pochissimo tempo a casa dove ero tesa e nervosa. Dietro consiglio di una mia amica Coach tedesca ho deciso di trasformare alcuni percorsi terapeutici personali che avevo fatto nel corso degli anni in qualcosa di più e ho iniziato già nel 2000 a frequentare una Coach, prima come aiuto a uscire dalla mia crisi personale e poi nel 2004 ho iniziato la scuola per Coach di Alessio Roberti, NLP Italy.
Parallelamente dal 2005 ho cominciato a specializzarmi in Germania, iniziando a Colonia. Una Coach tedesca mi ha seguito durante questi anni. Ho avuto subito clienti e con il passaparola ne ho avuti tanti altri e, via via, ho messo insieme una grande esperienza di casi di Coaching felicemente risolti, una professione che per me oggi è una passione e una continua fonte d’ispirazione.
E anche dalla mia precedente esperienza professionale è nato qualcosa di nuovo e coinvolgente. Attualmente curo l’identità visiva di progetti di comunicazione europei di carattere scientifico e il brand di alcuni importanti marchi. Ogni parte di questo percorso ha formato la persona che oggi amo essere”.

Dunque scelte sempre intrecciate con le vicende della sua vita.
“Assolutamente sì. Ho scelto sempre per forte attrazione e tutto quello che ho fatto mi ha dato grandi emozioni. Ho avuto una vita molto ricca di passione, avventure e cambiamenti. Ogni volta che mi sono trovata in emozioni stagnanti e negative era tempo di cambiare, di migliorare, di crescere. Questo è anche il principio che m’ispira nel Coaching con i miei clienti.
Le emozioni ci dicono a che punto siamo e ci indicano il prossimo traguardo da raggiungere”.

Considerato il valore che dà alle emozioni, quanto contano per lei la struttura e la qualità nel Coaching?
“Il motivo per cui ho fatto le mie specializzazioni in Germania è proprio perché lì, il Coaching è fortemente strutturato, per esempio il wingwave è l’unico Coaching che per la sua struttura rende possibile la ricerca scientifica qualitativa e quantitativa. Proprio grazie a questa struttura il metodo garantisce risultati già dalla prima sessione.
Il wingwave è nato ad Amburgo nell’Istituto di terapie brevi Besser-Siegmund e in pochi anni ha fatto il giro del mondo per la sua incredibile efficacia. Il 21 gennaio lo presenteremo in un seminario a Bologna.
La qualità del Coaching ha per me un’importanza assoluta. Ho tre specializzazioni, non a caso, e sono certificata come Master Coach e come Accademia Otto Deit dall’Associazione del Coaching Neurolinguistico di Amburgo che provvede alle certificazioni ISO e TÜV dei metodi.
Questo per me è importante non tanto per il marketing quanto per la responsabilità che sento verso i miei clienti. La qualità significa per me anche aggiornamento continuo che si traduce in 2 fino a 5 corsi l’anno, che frequento sempre in Germania”.

Il successo è dunque la conseguenza di professionalità e responsabilità?
“Non ho mai fatto tutto questo per il desiderio primario di guadagno e di successo, ho sempre pensato che se sono convinta di ciò che faccio, ci metto tutta la mia passione e i risultati positivi sono evidenti ai clienti, il resto viene da sé. E da me vengono degli esseri umani così incredibili che a volte penso di essere una persona veramente fortunata. Poi mi do un pizzicotto e mi dico: ei, te lo sei guadagnato!”.

Con che pensiero le piacerebbe chiudere questa intervista?
“A tutte le persone e soprattutto ai giovani che hanno paura del futuro dico: fai ciò di cui sei convinto, quello che ti appassiona e ti appaga. Sii perseverante, conseguente e mira all’eccellenza. Misurati con condizioni realistiche. Forse avrai dei momenti difficili e complicati ma ce la farai. Quello che hai dentro conta, è unico e vuole manifestarsi e se lo seguirai, farai felice te stesso e migliorerai sicuramente la vita degli altri”.

Vittorio Zenardi

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