Sulle orme di Dante Ferretti: intervista allo scenografo e costumista Roberto Conforti

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Una laurea in architettura e un amore smodato per il colore che lo porterà a trasferirsi a Roma per frequentare il master europeo in scenografia e costumi allo IED Istituto Europeo di Design.
Roberto Conforti, dopo anni di gavetta come assistente di Paola Bonucci  dal 2010 firma come scenografo  e costumista film e cortometraggi, videoclip e pubblicità.
Collabora come production e costume designer in opere distribuite in tutto il mondo come Zombie Massacre (2013), Morning Star (2014) e ZM2 Reich of the dead (2015) dirette dalla talentuosa coppia composta da Marco Ristori e Luca Boni.
Lo scorso anno è volato oltreoceano per “Calico Skies” di Valerio Esposito, lavora per  La Nostra Quarantena di Peter Marcias che ha avuto la nominations ai Nastri d’argento 2016 e la sua ascesa pare (fortunatamente) non fermarsi.
Lo abbiamo incontrato a Villa Borghese in una splendida giornata di sole, illuminati da quella luce che solo Roma sa dare abbiamo fatto quattro chiacchiere.
Ciao Roberto, raccontaci, come ti sei avvicinato al mestiere di scenografo?
“Ho visto il mio primo set cinematografico nel 1998. Franco Zeffirelli stava girando a Firenze “Un thè con Mussolini” ed io, andando all’università, mi sono imbattuto in questo fantastico “carrozzone”. Sono rimasto affascinato da questa via del centro storico completamente trasformata…Le insegne dei negozi sostituite, via i lampioni, via le parabole dai tetti, via le strisce pedonali. Dopo la laurea in architettura ho vinto un master europeo in scenografia e costumi. Sono stato uno dei quattro italiani ammessi, su 10 posti disponibili in tutta Europa. Una piccola/grande soddisfazione! Mi sono trasferito a Roma per seguire il master allo IED con docenti del calibro di Alberto Verso e Andrea Crisanti che ringrazierò tutta la vita!”.

Quali sono le tue fonti d’ispirazione?
“Ho uno spiccato amore per il colore e per tutto ciò che contiene e rappresenta. Lo uso e lo mischio anche al limite dell’azzardo…amo le contaminazioni di stili e di epoche; molti dicono che ho uno stile “senza tempo e senza stagione”, a tratti vintage e poco italiano…forse é per questo che vengo spesso chiamato in progetti per l’estero!?. Se mi chiedi i miei registi preferiti non posso che essere banale: Quentin Tarantino e David Fincher, mentre italianissimi lo scenografo Dante Ferretti e la costumista Milena Canonero“.

Com’è cambiato il ruolo del costume designer con le nuove tecnologie?
“Il lavoro del costume designer risente molto del cambiamento storico e sociale di ogni epoca perché tocca con mano, e tenta di riprodurre e stimolare, l’immaginario di ogni persona. Un personaggio cinematografico deve essere “riconosciuto” dal pubblico anche per il suo look e per i dettagli del suo abbigliamento. La moda cambia in modo repentino e tutto é subito vecchio!!
Ecco che anche la presentazione di un personaggio, il bozzetto per capirci, non è più solo un disegno a mano corredato da campioni di stoffa, ma diventa un insieme di suggestioni, di psicologia per immagini, di sponsor!”.

Progetti per il futuro?
“Mi hanno insegnato ad essere scaramantico. Ho appena finito un film horror  in cui mi sono occupato sia della scenografia che dei costumi. Il futuro sembra strizzare l’occhio nuovamente all’America. Dopo il film che ho girato a Los Angeles nel 2015 (Calico Skies) ho ricevuto un’offerta dalla stesso regista e se tutto va bene dovrei tornare negli Stati Uniti; purtroppo non posso anticipare niente sulla sceneggiatura e sugli attori!”.

Vittorio Zenardi