Bleed – Più forte del destino – Recensione

Cinema

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Sinossi

Vinny Pazienza (Miles Teller) è un pugile italoamericano famoso per le sue straordinarie vittorie sul ring. Nel pieno della sua carriera rimane vittima di un terribile incidente automobilistico a causa del quale rischia di perdere, in maniera irreversibile, l’uso delle gambe. Saranno la determinazione e il coraggio del suo allenatore, Kevin Rooney  (Aaron Eckhart), ad aiutarlo a rimettersi in piedi e a riprendere a combattere. Martin Scorsese torna sul ring di Toro Scatenato, nelle vesti di produttore, per un’altra grande storia vera in cui la “voglia di rinascita” è protagonista assoluta.

Recensione

In Bleed – Più forte del destino  la forza sottotraccia dello sguardo del regista sta nel essersi insinuato nelle pieghe della storia, riuscendo a mostrare l’invisibile.
Le  emozioni si possono così cogliere nello sguardo di una madre o nel non detto di un padre; il tutto con un ritmo che va di pari passo con il registro emozionale del film, tanto cadenzato e adrenalinico nella prima parte quanto lento e sinuoso  nella seconda, quando in una sorta di rispettosa distanza resta come in osservazione dello sviluppo del trauma.
L’insistito uso diegetico del sonoro è uno dei tanti accorgimenti che Ben Younger usa per realizzare un’opera potente e delicata allo stesso tempo.
Il cast di attori di cui fanno parte anche, Katey Sagal, Ciaràn Hinds e Ted Levine dà prova di grande coesione e di rara intensità scenica che trova il suo apice nella coppia Eckhart/Teller, con quest’ultimo veramente straordinario nel calarsi
nella parte del protagonista.
Younger riesce a non  snaturare la storia dal suo contesto originario, come confermano i titoli di coda con i filmati di repertorio,
congegnando un’opera monumento di una delle più grandi rivincite nella storia dello sport.
Nelle sale italiane dall’8 marzo 2017.

Vittorio Zenardi

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