L’attentato di Londra e il nuovo terrorismo “fai da te”

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Gli analisti che studiano i fenomeni terroristici li chiamano “Abs “(attacco a bassa sofisticazione). Gli attentatori colpiscono con coltelli e auto nascondendosi dietro oggetti di uso comune.  Tecniche rudimentali e per questo, efficaci. Sono i foreign fighters radicalizzati partiti anni fa dall’Europa per combattere in Iraq e Siria e poi rientrati nei paesi d’origine ma anche singoli soggetti senza legami operativi con gruppi jihadisti ma comunque radicalizzati e capaci di agire, spesso in maniera totalmente imprevedibile. E’ quanto successo il 22 marzo a Londra dove un uomo a bordo di un’automobile ha investito diverse persone sul ponte di Westminster, di fronte al palazzo che porta lo stesso nome e che ospita le due Camere del Parlamento britannico e ha poi accoltellato un poliziotto che si trovava nel perimetro del palazzo, prima di essere colpito e ucciso da alcuni colpi di arma da fuoco sparati dalla polizia.

E’ lo stesso macabro terrorismo urbano, lo stesso copione degli attentati di Berlino e Nizza. Un cane sciolto che molto probabilmente è entrato in azione su ispirazione della centrale terroristica internazionale rappresentata dallo Stato Islamico. Niente armi da fuoco o esplosivo, un solo individuo in azione capace con un attacco a bassa sofisticazione di uccidere e terrorizzare l’opinione pubblica europea. L’attacco al parlamento britannico ricorda a tutti noi europei che viviamo in una società altamente e facilmente vulnerabile. Si tratta di una condizione che non siamo in grado di cambiare e con cui siamo quindi ineluttabilmente condannati a convivere. E’ uno scenario molto simile a quello che ha conosciuto Israele con accoltellamenti in strada e veicoli lanciati sulla folla.

Le notizie che arrivano dal terreno mediorentale ci parlano di un Isis in grande difficoltà militare. Gli uomini di Al Baghdadi sono sotto assedio in a Mosul (in Iraq) e in ritirata a Raqqa (in Siria) ma bisogna evitare di cadere in un gravissimo errore. La distruzione del Califfato non porterà alla fine degli attacchi sul territorio europeo. Le violenze portate dai terroristi sui territori europei dimostra che gli uomini del Califfato sono in grado di ispirare o attivare cellule terroristiche nonostante le sconfitte militari in Iraq e Siria. La nuova minaccia con cui siamo costretti a convivere l’ha esposta il diciassettenne afghano Muhammad Riyad che lo scorso 19 luglio su un treno vicino Wurzburg (in Germania) ha ferito quattro persone con un’ascia. In un video minacciava attacchi dello Stato Islamico in “ogni città, villaggio, aeroporto”.

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