Addio a Jonathan Demme, regista del Silenzio degli Innocenti

Cultura e Cinema

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A 73 anni è morto Jonathan Demme, regista di capolavori come  Il silenzio degli Innocenti, vincitore di cinque premi Oscar e Philadelphia.
Una fonte vicino alla famiglia ha dato la notizia a Indiewire.
Il regista si era ammalato di cancro all’esofago nel 2010 e dopo le cure era tornato in pubblico nel 2015 sia come presidente di Giuria alla Mostra del cinema di Venezia nella sezione Orizzonti sia come regista con il film rock Dove eravamo rimasti con Meryl Streep. E’ morto per le conseguenze della sua malattia a 
New York, dove era nato il 22 febbraio 1944.
Figlio di un’attrice e un albergatore,  si era avvicinato al mondo del cinema attraverso la casa di produzione di Roger Corman all’inizio degli anni Settanta.
Debutta alla regia con ben tre titoli Fighting Mad, Crazy Mama e Femmine in gabbia.
Nel 1987 è fuori concorso al Festival di Cannes con Qualcosa di travolgente con Melanie Griffith e Jeff Daniels.
Il successo planetario arriva però con il thriller Il silenzio degli innocenti, con cui vince il premio Oscar per la regia nel 1991,  film inserito dall’American Film Institute  nella lista dei primi cento migliori della storia. 
Con Philadelphia, opera che narra la vicenda dell’avvocato gay Tom Hanks che malato di Aids fa causa al suo studio legale per essere stato licenziato, regala all’attore americano il suo primo Oscar e ne fa vincere uno anche a Bruce Springsteen per il brano Streets of Philadelphia.
Demme ha attraversato i generi ed è stato anche un grande documentarista firmando sopratutto  film musicali: Stop making sense, il film-concerto dedicato ai Talking Heads nel 1984 , Neil Young: Heart of Gold del 2006 e Neil Young: Trunk Show del 2009, il film dedicato alla musica di Enzo Avitabile e l’ultimo, lo scorso anno, dedicato a Justin Timberlake and The Tennessee Kids.  
Ho avuto la fortuna di conoscerlo nel 2013 alla Festa del Cinema di Roma dove presentava fuori concorso Fear of falling, una delle sue opere più poetiche, tratta dal testo teatrale Bygmester Solness di Henrik Ibsen.
In quell’occasione rimasi colpito dai suoi occhietti vispi e sinceri, come da bambino dispettoso. Dopo la proiezione per festeggiare il 70° compleanno di Wallace Shawn, protagonista della pellicola, invitò tutta la sala a cantare in coro Happy Birthday.
Era molto felice ed allegro, così vorrò ricordarlo sempre.

Vittorio Zenardi

 

 

 

 

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