Il primo week end de L’Isola del Cinema: fra la satira di Sweet Democracy, il grande cinema sociale di Ken Loach, la commedia storica di Magni e Monicelli e Obiettivo Donna al Cinelab

Cinema In Rilievo

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Sabato 24 giugno: alle ore 19.00 all’Arena Groupama, per la rassegna L’Isola dei Poeti, in programma un Reading di poesie a cura di Agostino Raff; la serata prosegue alle 21.30, per la rassegna European Focus, con la proiezione di Io, Daniel Blake di Ken Loach (intero €. 6,00, ridotto €.5,00). Alle ore 22.00 nello Spazio Q8 verrà proiettato Sweet Democracy di Michele Diomá. Mentre al Cinelab doppio appuntamento per la rassegna Obiettivo donna: alle 20.30 Un complicato intrigo di donne, vicoli e delitti della grande Lina Wertmüller alla presenza della regista. Alle 23.00 Liberami di Federica di Giacomo.

Domenica 25 giugno alle ore 21.30 all’Arena Groupama, per la rassegna European Focus, in programma La ragazza senza nome di Luc e Jean-Pierre Dardenne (intero €. 6,00, ridotto €.5,00). Mentre alle ore 22.00 allo Spazio Q8 verrà proiettato Il Marchese del Grillo di Mario Monicelli. Alle 20.30 al Cinelab approderà Liliana Cavani per raccontare e presentare il suo celeberrimo Il portiere di notte.  

Le trame dei film
Io, Daniel Blake (2016, ‘100). Storia profondamente umana che racconta la vicenda del falegname Daniel Blake e di Katie, giovane madre single. Due disoccupati in cerca di lavoro che trovano nell’amicizia il coraggio di affrontare le avversità.

Nell’anno del signore (1969, ‘120). Ambientato nella Roma inquieta dei primi dell’Ottocento, seguiamo la storia di due carbonari catturati dai gendarmi dopo l’esecuzione di un attentato. Esempio della storia raccontata dal popolo.

Sweet Democracy (2016, ‘84). Con Dario Fo, Renato Scarpa, Antonello Pascale, Ottavia Orticello, Riccardo Castagnari, Donald Ranvaud, Michele Diomà, Nadia Kibout. Regia di Michele Diomà.
L’intervista di un giornalista scomodo al Presidente del Consiglio in carica. Un mix tra fiction e documentario che affronta i temi della libertà di espressione e di informazione e le loro limitazioni. Un reporter di fama internazionale italo-inglese Adam Coretti ha costruito la sua carriera sull’intransigenza e l’incorruttibilità.
Per tali ragioni è temuto da tutte le personalità di potere. Affrontare un’intervista con Adam Coretti, per un politico o un grosso lobbysta, significa dimostrare la propria onestà in maniera inattaccabile. Tuttavia qualsiasi potente, è consapevole che salire su un ring contro quel giornalista, potrebbe tramutarsi anche in un drammatico effetto boomerang. Sono i timori che ha Ludovico, il faccendiere di un fantomatico Presidente del Consiglio.
Il personaggio del Presidente, non si ispira a figure politiche realmente esistenti, ma è impastato con tanti elementi negativi che caratterizzano diverse figure grigie della politica italiana. Giacomo Pavrini è un Presidente in crisi, dato che tutti i sondaggi lo danno in calo vertiginoso di consensi, una situazione elettorale, che lo spinge, sia pure malvolentieri, ad accettare l’intervista di Adam Coretti.
Il film si regge su questo match, punto nevralgico della narrazione, attorno al quale vengono proposte tutte le tematiche del film, che vanno dalla finanza speculativa, che ha detronizzato la politica, alle limitazioni della libertà di informazione e di espressione. Sweet Democracy, che si ispira al genere della satira politica, è un film costruito su due linguaggi cinematografici, uno di pura fiction e l’altro documentaristico. Un mix che ha permesso al regista di coinvolgere nel progetto l’attore e scrittore premio Nobel Dario Fo.

La ragazza senza nome (2016, ‘133). Jenny, una giovane dottoressa è invasa dal senso di colpa per non aver soccorso una ragazza durante un turno di notte. La ragazza, infatti, viene ritrovata morta la mattina dopo. Il rimorso per la terribile fine della ragazza sconosciuta, la porterà ad investigare sulla sua identità per scoprire chi fosse.

Il Marchese del Grillo (1981, ‘139). In una Roma alle soglie dell’invasione napoleonica, Monicelli dipinge il ritratto di una guardia nobile dello stato papale che trascorre le sue giornate tra scorribande, bische clandestine e giovani popolane. Tra il nobile e il carbonaro Alberto Sordi incarna tutte le contraddizioni, i vizi, le ipocrisie di un’epoca. 

Il portiere di notte. Un film del 1974, diretto e sceneggiato dalla regista italiana Liliana Cavani, che ha come protagonisti Dirk Bogarde e Charlotte Rampling. Nel 1957, anni dopo la seconda guerra mondiale, s’incontrano per puro caso Lucia, un’ebrea sopravvissuta al campo di concentramento e il suo aguzzino Maximilian che, sotto falso nome, lavora come portiere di notte in un albergo di Vienna. Il loro reincontro li fa precipitare in una relazione sadomasochista, con la variante che l’ex-vittima è a conoscenza del passato del suo aguzzino e può fuggire oppure denunciarlo. Per occultarsi, Maximillian lavora ossessivamente per compiacere gli ospiti, specialmente la “contessa” – una confidente che richiede i suoi servigi come procacciatore di giovani che le fanno da partners sessuali.

V. Z.

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