Dobbiamo avere paura dell’atomica coreana?

Cronaca

La Corea del Nord ha lanciato un altro missile. è il suo primo missile balistico intercontinentale che si è avvicinato alle acque del Giappone.

Il regime di Kim Jong-un saluta il 4 di luglio (la festa dell’Indipendenza) a modo suo: annunciando al mondo di essere riuscita a ottenere l’’rma in grado di arrivare fino agli Usa con il suo carico nucleare. Si tratta di un Hwasong-14, il missile più potente finora mai ottenuto, che avrebbe volato a un’altitudine di 2500 chilometri e per 39 minuti. Commentando la notizia del nuovo test nordcoreano, il primo ministro del Giappone, Shinzo Abe, ha detto che il lancio di oggi «dimostra chiaramente che la minaccia è cresciuta». Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha commentato l’ennesimo lancio di un missile da parte della Corea del Nord con alcuni tweet, augurandosi, fra l’altro, che la Cina, tra i principali alleati di Pyongyang, «prema con decisione sulla Corea del Nord e faccia finire questo nonsenso una volta per tutte». Poco prima un altro tweet: «Questo tizio (riferito a Kim Jong -un, ndr) non ha niente di meglio da fare con la sua vita? Difficile credere che Corea del Sud e Giappone possano sopportare a lungo» questa situazione.

Da inizio anno, quello di oggi è stato l’undicesimo lancio nordcoreano a essere rilevato. I test più recenti risalivano al maggio scorso, sempre con missili indirizzati verso il Mare del Giappone. Il lancio di oggi ha dimostrato qualche progresso, soprattutto per quanto riguarda la quota raggiunta dal missile e la distanza percorsa, ma secondo gli esperti per ora la Corea del Nord non ha le tecnologie e le capacità per lanciare un missile verso un obiettivo preciso. Il programma nucleare nordcoreano ha portato alla produzione di alcune testate nucleari, ma i suoi tecnici non hanno ancora le risorse e le conoscenze per creare testate più piccole adatte per i missili sperimentati finora.

Gli analisti concordano nel dire che la questione coreana e in mano alla Cina. Pechino ha usato la sua diplomazia per ritardare, ma non per fermare quello che progettano i militari di Pyongyang. Le sanzioni non hanno impedito a Kim di costruire missili, basi di lancio, acquisire tecnologia nucleare. E’ un fatto ed è arrivato il momento per Pechino di dare un segnale alla Casa Bianca. Per gli americani stare sotto tiro non è tollerabile.

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