Probabilmente non servirà il razionamento dell’acqua a Roma

Cronaca In Rilievo

Una cabina di regia per trovare una soluzione che scongiuri il razionamento dell’acqua a Roma: l’accordo tra Campidoglio, Regione e Acea non c’è ancora, ma è più vicino.

Nel vertice di martedì sera a Palazzo Senatorio si è cercata una soluzione che eviti la chiusura a turno dei rubinetti. Le ipotesi che restano in piedi, per scongiurare la turnazione dell’acqua nella Capitale, sono incrementare i prelievi di acqua da altre fonti e far slittare di alcuni giorni lo stop alle captazioni dal lago di Bracciano, che l’ordinanza della Regione ha fissato per dopodomani. La questione è stata affidata a un tavolo tecnico immediatamente convocato, che cercherà il compromesso più accettabile, compresa una possibile soluzione mista tra le due ipotizzate.

In realtà potrebbe non esserci alcun razionamento. Il piano della regione prevede di aumentare i prelievi da altre nove fonti di approvvigionamento della capitale: l’acquedotto Peschiera-Capore del Reatino, l’acquedotto Marcio e il Simbrivio-Pertuso della Valle dell’Aniene, l’Acquedotto Vergine e l’Appio Alessandrino, Doganella e Salone. Anche queste, però, sono fonti che hanno subito le conseguenze della siccità di queste ultime settimane. A causa di questa situazione 20 comuni della provincia di Roma subiscono già adesso razionamenti dell’acqua per alcune ore a settimana. Questa soluzione dovrebbe essere utilizzata soltanto fino ai primi giorni di agosto, quando il consumo di acqua nella capitale dovrebbe ridursi grazie al fatto che molti romani andranno in ferie.

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