"The Great Nadar": il libro che fa rivivere il mito del fotografo francese

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“Non esiste la fotografia artistica. Nella fotografia esistono, come in tutte le cose, delle persone che sanno vedere e altre che non sanno nemmeno guardare”. (Nadar)

The Great Nadar” è il nuovo libro scritto da Adam Begley, sul fotografo francese Gaspard-Félix Tournachon conosciuto appunto con lo pseudonimo di Nadar.
Vero e proprio pioniere della fotografia, fin dal 1854 iniziò a dedicarsi alla sua prima opera fotografica significativa, il Panthéon Nadar, un’imponente galleria di foto dove immortalò le maggiori personalità del tempo, come Charles BaudelaireGioacchino Rossini ed Édouard Manet.
Conosciuto anche per il suo forte sperimentalismo, nel 1858, solcò con una mongolfiera i cieli di Parigi per testare le potenzialità della fotografia aerea.
Grazie alla sua attrezzatura pioneristica, oggi possiamo ancora ammirare la attrice teatrale Sarah Bernhardt, la divina, o la moglie del fotografo da anziana, che ricevette gli elogi di Roland Barthes.
Nel suo studio ospitò nel 1874, la prima mostra degli Impressionisti.
La sua vita bohémien, condivisa con altri artisti squattrinati in quartieri malfamati, è stata raccontata nel romanzo ‘Scènes de la vie de Bohème’, che poi ispirò la trama a “La Bohème” di Puccini.
 The Great Nadar risulta essere un’opera essenziale per scoprire o riscoprire l’inventore della fotografia d’autore e poter ammirare le sue splendide fotografie.

Vittorio Zenardi

 

 

 

 

 

 

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