Tensione alle stelle tra Stati Uniti e Corea del Nord: il botta e risposta tra Donald Trump e Kim Jong-un diventa sempre più preoccupante

Politica

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Non sembra placarsi il serrato botta e risposta tra Donald Trump e Kim Jong-un, che sta creando un allarme mondiale sulla possibilità di una dura guerra tra Stati Uniti e Corea del Nord. Le minacce del Presidente degli Stati Uniti hanno provocato una dura risposta da parte della Kcna, l’agenzia ufficiale di Pyongyang. 

Cancelleranno dalla faccia della terra senza alcuna pietà i provocatori che fanno tentativi disperati di soffocare il Paese socialista”, avvertendo gli Usa del fatto che “soffriranno una vergognosa sconfitta e un destino tragico e definitivo se persisteranno nelle loro avventure militari, sanzioni e pressioni” nei confronti del regime di Kim Jong-un. La replica di Trump non si è fatta attendere, e ha detto che Kim Jong-un “si pentirà delle minacce contro gli Stati Uniti”. La tensione è alle stelle.

Da giorni procede il botta e risposta tra le parti, senza esclusione di colpi, che ha fatto salire la tensione in maniera vertiginosa. Gli Usa hanno minacciato la Corea del Nord. James Mattis, ministro della Difesa Usa, si era espresso dicendo che, in caso di attacco, Kim Jong-un avrebbe rischiato la “distruzione del Paese”. Aveva poi aggiunto però che si tenterà principalmente la via diplomatica, dicendo: “Sappiamo bene quanto possa essere catastrofica una guerra ai giorni nostri“. Trump ha invece minacciato di colpire con “fuoco e fiamme” la Corea del Nord. Su Twitter il Presidente degli Stati Uniti ha scritto: “Le misure militari sono ora state allestite in pieno e pronte a colpire, in caso la Corea del Nord agisse incautamente. Speriamo che Kim Jong-un trovi un’altra strada”.

A seguito di tali affermazioni, Pyongyang ha annunciato che entro Ferragosto sarà possibile colpire le basi navali e dei bombardieri strategici americani a circa 30-40 chilometri dall’isola di Guam. In questo modo la Corea del Nord vuole dimostrare agli Stati Uniti di poter competere con la forza. Trump ha risposto in maniera altrettanto dura con ulteriori minacce. “Se la Corea del Nord dovesse anche solo immaginare di attaccare qualunque cosa che amiamo, nostri rappresentanti, i nostri alleati o noi”, ha detto il Presidente degli Stati Uniti, “dovrebbero essere molto, molto preoccupati perché le cose che gli succederanno saranno tali che non le avranno mai neanche ritenute possibili”. Ha poi aggiunto: “Sarà meglio che la Corea del Nord inizi a mettere la testa a posto perché in caso contrario si troveranno nei guai così come non è mai successo neanche a poche nazioni nel mondo”. Parole molto dure, ribadite a gran voce e che di certo non aiutano a distendere i toni per arrivare a scongiurare il pericolo di una guerra senza esclusione di colpi. Al momento le forze militari risultano già schierate in caso di azioni incaute da parte della Corea del Nord.

Intanto sia il Giappone che la Russia non nascondono la preoccupazione per quanto sta accadendo. Il Giappone sta schierando, nella parte occidentale del Paese, dei missili intercettori. La misura deriva dalle minacce all’Isola di Guam. Il piano della Corea del Nord prevede infatti che venga sorvolato lo spazio aereo del Giappone nelle prefetture di Hiroshima, Shimane e Kochi prima di attaccare le acque del territorio Usa. Anche la Russia mostra la sua preoccupazione e nell’Estremo Oriente del Paese ha deciso di rafforzare i sistemi anti-aerei per proteggere il territorio. Il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov ha esposto le preoccupazioni in merito alle tensioni tra Washington e Pyongyang, che rischiano di sfociare in un confronto militare. Il ministro ha inoltre detto che gli Stati Uniti dovrebbero fare un passo indietro, essendo la potenza più forte, in questo botta e risposta serrato. Cina e Russia dunque propongono il piano del “doppio congelamento”. Gli Usa e la Corea del Sud dovrebbero impegnarsi a congelare le esercitazioni militari utilizzate dalla Corea del Nord come pretesto per effettuare dei test missilistici. Dal canto suo Kim Jong-un dovrebbe congelare i lanci di missili balistici e di test nucleari. La Cina invita inoltre entrambe le parti a moderare i toni per allentare la forte tensione degli ultimi tempi, evitando dimostrazioni di forza. A dirlo è Geng Shuang, portavoce del ministero degli Esteri cinese. Il presidente della Cina Xi Jinping, nel corso di una telefonata a Donald Trump, ha invitato il Presidente ad “evitare retorica o azioni tali da peggiorare le tensioni sulla penisola coreana”. La Cina condivide con gli Stati Uniti l’interesse a denuclearizzare la Corea del Nord e a renderla un’area pacifica.

La scadenza dell’ultimatum da parte della Corea del Nord è quindi molto vicina. L’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini ha convocato, per il prossimo 14 agosto, un incontro straordinario del Comitato politico e di sicurezza. In questa occasione si dovrà discutere della situazione e di come agire nel caso in cui dalle parole si passasse ai fatti. Anche la cancelliera tedesca Angela Merkel si è espressa circa la possibilità di un conflitto tra Stati Uniti e Nord Corea, sostenendo la partecipazione della Germania alle opzioni “che non siano di tipo militare” e aggiungendo che “l’escalation verbale è una reazione sbagliata”.

 Il Dipartimento di Sicurezza dell’isola di Guam ha intanto diffuso delle istruzioni sul comportamento da tenere nel caso di un attacco di missili nucleari da parte della Corea del Nord. I 162mila abitanti sono stati allertati e informati tramite il sito web del Dipartimento e sui social network. Le istruzioni sono contenute in due pagine. Una delle indicazioni è quella di fare una lista di rifugi in cemento nelle vicinanze del lavoro, della scuola o della propria abitazione. Nel caso in cui avvenisse l’attacco, non bisogna guardare il lampo dell’esplosione che può rendere ciechi. Bisogna invece sdraiarsi a terra e coprirsi la testa con le mani. Subito dopo è importante cercare di fare una doccia utilizzando in abbondanza acqua e sapone evitando però di applicare il balsamo perché fa aderire maggiormente la radioattività. Attualmente l’Ufficio del Turismo di Guam si mostra tranquillo, e le disdette sono state esigue. Si ricorda che un missile nucleare impiegherebbe solamente 18 minuti ad arrivare presso questa isola. 

Assunta De Rosa

 

 

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