Il problema non sono le fake news ma quello che scrivono i giornali

Cultura

Il 70% degli italiani dichiara di informarsi attraverso internet e il 34% da Facebook o Twitter. Fra coloro che usano Internet, il 53% dichiara di incontrare in rete spesso notizie parzialmente o completamente false, che per tre su quattro contribuiscono a creare confusione fra gli italiani rispetto a temi ed eventi correnti.

Però meno del 5% degli intervistati dichiara di avere molta fiducia nei media tradizionali ma questa percentuale sale al 12% quando le notizie arrivano dalla rete ed in generale gli intervistati credono più a blog e motori di ricerca (62%) che ai giornalisti di carta stampata, radio e TV (48%).

Sono i risultati di una ricerca realizzata dall’Osservatorio NEWS-ITALIA che monitora e descrive dal 2010 le trasformazioni dell’ecosistema dell’informazione nel nostro Paese. L’edizione 2017 è dedicata alla circolazione delle notizie false in rete e non. Del team di ricerca fanno parte Lella Mazzoli, Fabio Giglietto Francesca Carabini, Giada Marino.

News-Italia è un osservatorio sui cambiamenti del consumo di informazione in Italia. L’idea nasce come naturale prosecuzione della prima edizione dell’indagine realizzata nel 2011 dal LaRiCA, Dipartimento di Scienze della Comunicazione dell’Università di Urbino Carlo Bo. Scopo del progetto è studiare come cambia il modo di informarsi degli italiani con il diffondersi delle nuove pratiche di consumo basate sull’uso dei media digitali e dei dispositivi mobili.

Negli intervistati la fiducia nella rete cresce con il crescere dell’intensità di uso di internet per informarsi (fra cui segue più fonti e chi riceve informazione dai Twitter e Facebook). Oltre la metà degli intervistati dichiara dunque di incontrare spesso notizie false o parzialmente false in rete.

Esiste inoltre una diffusa consapevolezza circa la confusione che queste notizie contribuiscono a creare fra gli italiani. Al tempo stesso, gli intervistati mostrano di avere grande fiducia nelle proprie capacità di riconoscere le notizie false. A partire da questa apparente contraddizione, l’edizione 2017 dell’Osservatorio NEWS-ITALIA, analizza il fenomeno delle “fake news” in rapporto ai comportamenti, atteggiamenti ed opinioni degli italiani che si informano in rete e sui canali tradizionali.

Ne emerge un quadro caratterizzato da una diffusa sfiducia nella capacità del sistema dei media tradizionali di informare in modo completo, accurato ed equilibrato. Questa sfiducia spinge gli intervistati a cercare, nonostante la consapevolezza delle possibili insidie, l’informazione attraverso canali digitali che, consentendo al consumatore di giocare un ruolo più attivo, promettono di poter diventare gatekeeper di se stessi.

Tuttavia il risultato più preoccupante di questa immagine non è la quantità di fake news che circolano (oltre la metà degli utenti dichiara di incontrare spesso notizie false in rete), quanto il fatto che gli stessi intervistati dichiarino di aver maggiore fiducia nella capacità della rete di informare in modo “completo, accurato ed equilibrato” (62%) rispetto ai media tradizionali, quotidiani, tv e radio (49%). Chi di informazione (sia di quella tradizionale che di quella su Internet) se ne intende come Marco Pratellesi (Condirettore Agi) è sulla stessa lunghezza d’onda e scrive: « La scarsa fiducia nei confronti dei media tradizionali è confermata da una analisi che classifica i rispondenti in base alla loro posizione complessiva di fiducia nel sistema dei media. Meno di uno su dieci dichiara infatti di avere fiducia nei soli media tradizionali. Questo dato deve preoccupare non per la supremazia della rete in sé che, certo, per chi sa navigare, è molto più ricca di fonti e offre maggiori opportunità di raggiungere un grado di informazione più obiettiva, ma perché la sfiducia nei media tradizionali è sintomo di una perdita di credibilità dei giornalisti e del loro modo di interpretare la professione. Il male è dunque più profondo e radicato di quanto si pensi».

 

 

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