Messico devastato dal terremoto. Si temono mille morti

Esteri

Un nuovo devastante terremoto ha colpito il Messico. Oltre 200 persone sono morte ma secondo una stima dell’US Geological Survey, l’istituto geologico Usa, potrebbe arrivare a mille morti il bilancio del terremoto. E provocare perdite economiche tra uno e 10 miliardi di dollari. L’istituto ha infatti classificato come “arancione”, cioè significativo, l’impatto del sisma per quanto riguarda le vittime. Mentre parla di “allarme rosso” per l’impatto economico.

In un primo momento la Protezione Civile aveva parlato di 248 morti. La riduzione è dovuta anche al fatto, come ha spiegato il governatore di Città del Messico Miguel Angel Mancera, che il bilancio, provvisorio, delle vittime della capitale è di 87 morti e non di 117 come era stato detto per errore. Mancera ha confermato, in un’intervista televisiva, che sono 45 gli edifici crollati, alcuni completamente. In molti sono state estratte persone vive dalle macerie e si continua a scavare nella speranza di mettere in salvo altri sopravvissuti, ha poi aggiunto.

Il terremoto, avvenuto a meno di due settimane di distanza dal sisma di magnitudo 8.1 che aveva colpito il sud del Paese, ha lasciato circa 3,8 milioni di messicani senza elettricità. Il presidente Enrique Pena Nieto ha ordinato l’installazione di generatori per assistere il lavoro delle squadre di soccorso che sono andate avanti tutta notte. «Forse possiamo ancora trovare persone vive sotto le macerie», ha detto il presidente messicano.

«La priorità in questo momento è continuare a cercare chi è rimasto sotto le macerie e curare i feriti», ha aggiunto Pena Nieto nel messaggio trasmesso dalla televisione in cui si esorta la popolazione alla calma. Nel suo discorso, Pena Nieto ha detto che il 40% di Città del Messico e il 60% dello stato di Morelos sono rimasti senza elettricità dopo il sisma.

Più della metà delle morti registrate finora si è verificata a Città del Messico, dove la protezione civile ha organizzato decine di squadre di soccorso per il recupero delle persone rimaste intrappolate negli edifici. In molti hanno raccontato di avere sentito odore di gas e di avere visto diversi incendi, causati dalla rottura delle tubature. Subito dopo la forte scossa, molte strade si sono riempite di polvere e detriti a causa dei crolli negli edifici, rendendo più difficile l’evacuazione delle aree a rischio. Chi non è rimasto ferito sta aiutando i soccorritori a cercare tra le macerie le persone rimaste intrappolate.

Città del Messico è una delle città più densamente popolate al mondo, con oltre 20 milioni di persone che vivono nella sua area metropolitana. Soggetta a un alto rischio terremoto, come buona parte del resto del Messico, la città negli ultimi decenni ha adottato politiche per la costruzione di edifici antisismici.

<<Abbiamo di fronte una nuova emergenza nazionale>>, ha concluso il presidente messicano, mentre molti civili, compresi studenti, si sono unite alle migliaia di militari e operatori delle squadre di soccorso che stanno scavando sotto le macerie.

 

 

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