Ecco il Rosatellum. Ma le elezioni non le può vincere nessuno

Politica

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Il “Rosatellum 2.0” è passato al Senato con 214 si, 61 contrari, un astenuto. Dopo il via libera di ieri ai 5 voti di fiducia chiesti dal governo sui vari articoli del testo, il provvedimento, già approvato alla Camera diventa definitivo. Con la sua pubblicazione in Gazzetta ufficiale diventerà legge.

E’ questa la legge con cui gli italiani andranno al voto per eleggere il prossimo parlamento, quindi meglio cercare di capire come funziona. Come ha già spiegato questo giornale (qui tutto quello che c’è da sapere sulla nuova legge elettorale), il Rosatellum è una legge elettorale che si compone di un mix di collegi uninominali maggioritari per il 37% e di collegi plurinominali scelti con metodo proporzionale per il 63% dei seggi. E’ una legge nata, nelle intenzioni, con l’obiettivo di garantire la rappresentatività ma che in realtà, a detta di molti, non permetterebbe ad alcun polo di raggiungere la maggioranza. Tutto, comunque, si riduce nel capire a chi conviene cosa. Sicuramente il nuovo sistema di voto potrebbe favorire tutti i grandi partiti che l’hanno sostenuto.

In effetti il Rosatellum è stato sostenuto da Partito Democratico, Forza Italia e Lega ma appare davvero improbabile che uno di questi tra partiti possa vincere le elezioni del 2018. Lo spiega benissimo la simulazione di You Trend che simula la distribuzione territoriale del voto in diversi scenari applicandola agli effettivi collegi uninominali ritagliati per il Senato dalla legge Mattarella – e che, salvo prevedibili variazioni, saranno utilizzate per la Camera dei Deputati secondo quanto previsto dal nuovo Rosatellum. Sempre secondo i dati di You Trend se si votasse oggi ecco come si ripartirebbero i 618 seggi della Camera dei Deputati – escludendo quindi i 12 seggi della circoscrizione Estero. L’ipotesi da cui siamo partiti è che con il Rosatellum si fronteggino le seguenti coalizioni: A) Centrodestra (Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia: nei sondaggi questi tre partiti hanno complessivamente il 32,9%); B) Centrosinistra (PD, Alternativa Popolare: secondo i sondaggi avrebbero il 29,5%); C) Movimento 5 Stelle (27,6%); D) Sinistra (MDP, Sinistra Italiana, ad oggi stimati al 5,2%).

 

 

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