La Catalogna si dichiara indipendente. Ora che succede?

Esteri

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Il Parlament della Generalitat de Catalunya ha approvato la risoluzione che dichiara l’indipendenza unilaterale dalla Spagna e la costituzione della Repubblica catalana.

Al voto, avvenuto a scrutinio segreto, hanno partecipato soltanto i partiti indipendentisti, mentre popolari, socialisti e Ciudadanos hanno abbandonato l’aula prima dell’inizio. 70 i voti favorevoli, 10 i contrari e due schede bianche.

Decisa dunque l’entrata in vigore della “legge di transizione giuridica e di fondazione” della Repubblica: esultanza in aula, dove i deputati indipendentisti hanno salutato il risultato cantando in piedi l’inno Les Segadores. Grande festa per le strade della capitale catalana e al di fuori del Parlament, dove si erano radunati migliaia di indipendentisti. Su Twitter è arrivata la reazione del premier spagnolo Mariano Rajoy, che ha esortato alla calma tutti gli spagnoli, aggiungendo: “lo stato di diritto restaurerà la legalità in Catalogna”.

Ma la Catalogna può indire un referendum sull’indipendenza? Secondo alcuni giuristi spagnoli lo svolgimento del referendum non sarebbe direttamente incostituzionale, mentre lo sarebbe una dichiarazione di indipendenza. All’articolo 2 del suo Titolo preliminare, infatti, la Costituzione repubblicana del 1978 sancisce che i suoi principi si basano sulla “indissolubile unità della Nazione spagnola, patria comune e indivisibile di tutti gli spagnoli”. Qualcosa di molto simile si legge nell’articolo 5 della Costituzione italiana, dove si dichiara che la Repubblica è “una e indivisibile”. Interpretando in maniera estensiva la Costituzione spagnola, tuttavia, il Tribunale costituzionale di Madrid ha preso una posizione netta anche in merito allo svolgimento del referendum: ha dichiarato incostituzionale la precedente consultazione svoltasi nel 2014, facendo altrettanto lo scorso luglio e di nuovo a settembre con questo secondo voto. A complicare le cose, a inizio settembre il Parlamento catalano ha approvato una legge sul referendum che, in caso di vittoria del “sì”, impegnerebbe il Parlamento stesso a dichiarare l’indipendenza della regione entro 48 ore dalla conferma definitiva del risultato.

 

 

 

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