Catalogna, chiesto l'arresto di Puigdemont. Ma lui è in Belgio

Esteri

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Il presidente destituito della Generalitat catalana Carles Puigdemont e quattro dei suoi consiglieri sono a Bruxelles, dove avrebbero intenzione di chiedere l’asilo politico.

E’ quanto si legge sul sito della tv spagnola La Sexta. In particolare – spiega l’emittente – i quattro membri del governo che accompagnano Puigdemont sono Joaquim Forn, Meritxell Borrás, Dolors Bassa, Antoni Comín.

Pigdemont “terrà una conferenza stampa con i suoi legali questa sera” annunciano fonti giornalistiche che citano persone interne al partito separatista fiammingo N-VA a Bruxelles.

Secondo fonti del ministero dell’Interno di Madrid citate da LaVanguardia, l’esecutivo di Mariano Rajoy non è preoccupato per il viaggio di Puigdemont a Bruxelles, in quanto ciò che lo interessava era che l’ex “President” non fosse al Palau de la Generalitat.

Oggi l’ufficio della Procura di stato spagnola ha formulato accuse di ribellione, sedizione e appropriazione indebita di fondi a carico di Puigdemont ed esponenti del suo governo. I leader del governo regionale in Catalogna “hanno creato una crisi istituzionale culminata nella dichiarazione unilaterale di indipendenza e ignorato completamente la nostra costituzione il 27 ottobre”, ha affermato il procuratore generale Jose Manuel Maza. L’accusa di ribellione comporta pene detentive fino a 30 anni di carcere. Il procuratore ha anche lasciato aperta la possibilità di una carcerazione preventiva, riportano i media spagnoli.

Madrid ha scelto la linea del “minimo intervento” per gestire la giornata, potenzialmente esplosiva, del ‘commissariamento’ del governo catalano. Ai Mossos d’Esquadra, ora alla guida del vice di Josep Trapero che è stato rimosso dal suo incarico e messo sotto inchiesta, infatti è stata data indicazione di concedere agli ex ministri del governo catalano “alcune ore” oggi per poter entrare nei loro uffici a raccogliere le proprie cose.

Nelle prime ore del mattino, soltanto il consigliere per il Territorio e la Sostenibilità, Josep Rull, si era presentato in ufficio, alle 9.30 circa, uscendo però poi dopo appena 30 minuti per recarsi a una riunione del comitato nazionale del Pdcat. Nell’ambito dell’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione, votata venerdì dal Senato spagnolo, la gestione del governo autonomo catalano passa nelle mani di Madrid nella persona della vice presidente del Consiglio, Soraya Saenz de Santamaria, in vista delle elezioni del 21 dicembre.

Con un gesto che era stato interpretato come una sfida alle misure di Madrid, Rull aveva pubblicato su Twitter una foto seduto alla sua scrivania, con il messaggio “nel mio ufficio esercitando le responsabilità che mi sono state dal popolo della Catalogna”, con l’hastag #seguim, vale a dire ‘continuiamo’. Nonostante questo, pochi minuti dopo l’ex ministro ha lasciato la sede della Generalitat, assicurando comunque ai giornalisti che continuava a seguire l’agenda del giorno prevista dell’esecutivo del partito indipendentista.

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