E’ esploso, davvero, il Russiagate

Esteri

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Paul Manafort, l’ex capo della campagna elettorale di Trump indagato nel Russiagate, si è presentato nella sede dell’Fbi di Washington.

Anche Rick Gates, ex socio di Paul Manafort, si è consegnato all’Fbi nell’ambito delle indagini sul Russiagate condotte dal procuratore speciale Robert Mueller.

C’è anche la cospirazione contro gli Usa tra i 12 capi di accusa contro Manafort. Tra gli altri capi di accusa il non essersi registrati come agenti di uno Stato straniero, aver fatto dichiarazioni false e fuorvianti, riciclaggio e omessa denuncia di conti su banche straniere. 

Il Wsj citando alcune fonti, tra le accuse contestate parla anche di evasione fiscale. Sui conti offshore di Paul Manafort, ex capo della campagna di Trump, e del suo ex socio Rick Gates, sono transitati oltre 75 milioni di dollari. Manafort avrebbe riciclato oltre 18 milioni di dollari: sono alcune delle accuse contenute nel capo di imputazione del procuratore speciale Robert Mueller, che indaga nel Russiagate.

Secondo i documenti che motivano l’incriminazione, “Manafort ha usato una fortuna nascosta oltreoceano per mantenere uno stile di vita di lusso negli Stati Uniti, senza pagare tasse su quel reddito. […] A questo scopo sia Manafort che Gates hanno mentito ripetutamente al fisco”. L’abitazione di Manafort era stata perquisita alla fine dello scorso luglio, e da allora Manafort era considerato la persona messa peggio dal punto di vista legale tra quelle più vicine a Donald Trump. Dagli atti emerge anche che George Papadopolous, ex consulente di Trump per la politica estera, si è dichiarato colpevole per aver mentito all’FBI sull’interferenza della Russia.

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