Elezioni, i rischi dell’uninominale e gli scontri tra i big

Politica

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La legge elettorale con cui andremo a votare il 4 marzo ci regalerà dei veri e propri corpo a corpo nei collegi uninominali tra i big della politica. Altri pezzi da novanta invece cercheranno la candidatura blindata nei collegi sicuri mentre vecchi pezzi da novanta si preparano al grande ritorno.

E’ vero che grazie alle pluricandidature anche chi esce sconfitto dall’uninominale può comunque arrivare in Parlamento ma il danno di immagine davanti agli elettori resta. Quindi le segreterie di partito dovranno fare i conti al millimetro nella scelta dei candidati da lanciare sul ring dell’uninominale. Tra i leader dei grandi partiti Matteo Salvini ha detto di volersi candidare nei collegi dove si presenta Matteo Renzi mentre Luigi Di Maio dovrebbe correre nella sua Campania anche se si rincorrono voci di una sua presenza solo nel listino proporzionale. 

Salvini potrebbe essere il protagonista di un’altra grande sfida caratterizzata dal tema immigrazione nelle regioni del Nord: quella con il ministro dell’Interno Marco Minniti (Partito Democratico). Pesi massimi schierati anche a Milano: Emanuele Fiano (Pd) potrebbe vedersela con Mariastella Gelmini (o con Paolo Romani) di Forza Italia o il centrista Maurizio Lupi. In Emilia Romagna, storico feudo rosso, Pierluigi Bersani (Liberi e Uguali) si potrebbe trovare contro Gianni Cuperlo del Pd. L’altro leader della scissione che ha lacerato i dem, ovvero Massimo D’Alema è pronto a ricandidarsi dopo un turno di riposo. Nel suo Salento potrebbe andare contro Francesco Boccia del Pd. Proprio quello stesso Boccia che D’Alema schierò ben due volte contro Nichi Vendola. Qualcuno sostiene anche che Renzi sta progettando di presentare un personaggio con un imprinting molto di sinistra, la viceministra Teresa Bellanova, un lungo passato nella Cgil. A Roma ci sarà Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) che potrebbe incrociare i guantoni con il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in centro città oppure, in periferia, con la grillina Paola Taverna.

Proseguendo verso Sud, in provincia di Napoli potrebbe trovare posto Maria Elena Boschi. Nel Pd sono emersi i timori per la sua candidatura dopo il nuovo coinvolgimento nella vicenda Banca Etruria. La sottosegretaria potrebbe scendere fino ad Ercolano (provincia di Napoli) dove il sindaco è Ciro Bonaiuto, suo fedelissimo e figura di spicco del partito campano. Ad attenderla dovrebbe esserci Roberto Fico e (M5S) e un altro rivale potenzialmente pericoloso. LeU, infatti, potrebbe schierare Franco Roberti che ha appena lasciato l’incarico di procuratore nazionale antimafia. Con questi sfidanti, secondo il Corriere, Boschi sarebbe costrette ad allontanarsi fino in Trentino, dove la Svp è molto radicati sul territorio e in grado di governare i consensi.

Sempre in Campania, faccia a faccia interessante quello che si profila a Salerno tra Mara Carfagna (FI) e Piero De Luca (Pd), figlio di Vincenzo, attuale presidente della Campania che si è proposto con grande sicurezza alla segreteria renziana. A Napoli centro l’ex assessore al lavoro Severino Nappi (FI) si è speso molto ed è il favorito per guidare il centrodestra mente il Pd vuole fortemente Paolo Siani, il fratello del giornalista Giancarlo, ucciso dalla camorra.

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