La Ferrero si compra Nestlé. Ma quanto è italiana?

Politica

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L’italiana Ferrero ha acquistato dalla multinazionale svizzera Nestlé la sua divisione di dolciumi attiva negli Stati Uniti. L’accordo è stato raggiunto per una cifra 2,4 miliardi di euro e consente alla Ferrero di mettere le mani su diversi marchi molto conosciuti sul mercato statunitense come Butterfinger, Crunch, BabyRuth, 100Grand, Raisinets e Chunky.

La Ferrero ha sede ad Alba, in provincia di Cuneo, ed è la più grande azienda dolciaria italiana e una delle società più grandi del settore a livello mondiale. E’ uno dei marchi più famosi e importanti della nostra economia ma come molte altre ha la propria testa fiscale offshore. In Italia il suo business rappresenta circa il 15 % del fatturato totale (dati Corriere della Sera). Nel 2014 (ultimi dati resi pubblici) la società a fronte di un fatturato di 9 miliardi ha registrato profitti più che raddoppiati e il bilancio si è concluso con un utile netto in ascesa a 827 milioni di euro dai 357,5 milioni del 2013.

La casa che produce la Nutella è posseduta al 100% dalla P.Ferrero & C, che fa capo a sua volta alla capogruppo Ferrero International Sa che ha sede in Lussemburgo. All’inizio del 2015 Ferrero ha dato via a un processo di semplificazione delle proprie attività. La Fsc Luxembourg, sezione che si occupa di consulenze e servizi vari è stata accorpata con la Ferrero Trading Lux, fondata nel 1993 e controllata da un’altra lussemburghese, la Fervalue. Quest’ultima rappresenta uno dei settori principali del gruppo, in quanto si occupa dell’intermediazione di tutti i prodotti alimentari prodotti, della gestione degli acquisti delle materie prime e degli imballaggi, come pure di fornire servizi alle altre società nel marketing, nella pubblicità e nella logistica.

All’inizio del 2018, Ferrero è stata la prima azienda ad aderire al programma di confronto con il fisco italiano “Cooperative compliance”. Si tratta di un percorso di “adempimento collaborativo” previsto per le aziende sopra i 10 miliardi di volumi d’affari o ricavi. L’iniziativa dell’Agenzia delle Entrate è stata pensata per dare certezza alle operazioni fiscali più complesse e per favorire gli investimenti. L’obiettivo è quello du limitare al minimo il rischio fiscale che deriva da possibili errori da parte di imprese con sedi all’estero rispetto alla conformità alle leggi italiane o  che possono nascere da divergenze di interpretazione delle norme in materia di tassazione.

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