Milano, nuovi morti sul lavoro. I numeri della legge

Politica

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Tre operai morti intossicati dal gas. Una tragedia assurda in un Paese dove, secondo i dati Inail, ancora 591 persone sono morte sul lavoro nel 2017. Morire mentre si lavora non è una cosa che non dovrebbe mai accadere e invece ieri tre persone in un grave incidente nel milanese, all’interno della Lamina, azienda che si occupa della lavorazione di acciaio e titanio. L’incidente sul lavoro a Milano è uno dei tanti che si sono verificati negli ultimi anni e che sono aumentanti nell’anno che si è appena concluso.

Le norme contro gli incidenti sul lavoro – La sicurezza sul lavoro, e di conseguenza gli obblighi per aziende e lavoratori, è disciplinata dal Decreto Legislativo 81 del 2008, noto anche come “Testo Unico sulla Sicurezza”. Il quadro normativo è completato da altre disposizioni come direttive europee e circolari guida. Le regole ci sono ma da sole non bastano. Raffaele Guariniello, ex procuratore aggiunto di Torino che ha ottenuto la condanna dei responsabili della strage alla Thyssen Krupp, ha detto al quotidiano Il Giorno di oggi che questi incidenti: «non avvengono per fatalità ma perché non si rispettano le regole». Le leggi in materia in Italia sono molto avanzate. Il problema, secondo l’ex magistrato, ha una doppia natura. «Abbiamo vari organi di vigilanza, anche troppi, ma il numero e talvolta anche la professionalità degli ispettori lasciano a desiderare». Seconda causa: «La magistratura prova a intervenire contro i responsabili delle violazioni di legge ma non dappertutto è efficiente ed efficace».

I numeriL’Osservatorio Indipendente morti sul lavoro  di Bologna conta sia i decessi avvenuti nei luoghi di lavoro sia le persone che hanno perso la vita sulle strade, mentre raggiungevano il luogo di lavoro. Il 2017, si sarebbe chiuso con 632 decessi nei luoghi di lavoro (641 nel 2016), 1.350 se si considerano anche quelli nel tragitto tra casa e lavoro (oltre 1.400 nel 2016). Nel 2018, le vittime sarebbero 29. Poi ci sono i dati ufficiali dell’Inail (l’ente che gestisce l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali): nei primi 11 mesi del 2017 le denunce di infortuni mortali son state 952 (in aumento dell’ 1,8% rispetto al 2016) contro le 1080 del 2015.

 Ripresa economica e condizioni di lavoro – Franco Bettoni, presidente dell’Anmil, l’associazione dei lavoratori mutilati o invalidi del lavoro, lo scorso settembre commentando la ripresa delle morti sul lavoro dopo anni di calo degli incidenti e dei decessi, ha detto a Repubblica che gli infortuni «in qualche misura possono ricondursi ai segnali di ripresa dell’economia». Significa che ad abbassare la frequenza degli incidenti che si è registrata negli ultimi anni ha contribuito anche la crisi economica. Più si lavora e si produce, più si è esposti al rischio di infortuni.

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