Liste elettorali, big a rischio e psicodramma in Forza Italia

Politica

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Ancora una volta Silvio Berlusconi riesce a sorprendere tutti. Nel rush finale verso la consegna delle liste elettorali l’ex Cavaliere si è presentato con un elenco di nomi che hanno poco a che fare con la politica. Un rinnovamento fondato su imprenditori e giovani professionisti che rischia di escludere un buon numero di big dell’ultima legislatura. Le liste elettorali di Forza Italia presenteranno parecchie sorprese.

Che il vento è cambiato lo ha capito benissimo una grande conoscitore di queste dinamiche come Gianfranco Rotondi che ha consegnato alle agenzie di stampa queste dichiarazioni: «Personalmente ritengo che le liste debbano avere un profilo di radicale rinnovamento. Se sarà questa la linea di Berlusconi avrà il mio sostegno e per quanto mi riguarda ho già avuto modo di rassegnargli la disponibilità a far valere la regola del ricambio anche per me». La situazione in Forza Italia è stata ulteriormente ingarbugliata dalla corsa di Stefano Parisi alla Regione Lazio. Il suo partito Energie per l’Italia è rimasto orfano del suo inventore e l’ex amministratore delegato di Fastweb ha chiesto posti sicuri per i suoi. Posti che dovranno essere garantiti d Forza Italia.

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Tutto il centrodestra deve fare i conti anche con un nuovo assetto negli equilibri per l’assegnazione dei posti in lista. Non ci sono più le percentuali prefissate per i partiti minori della coalizione come lo era,  ad esempio, ai tempi di Alleanza Nazionale. Ora molto dipende, oltre che dal consenso sul territorio dal rapporto con Berlusconi e con i nuovi notabili azzurri. Come segnala chi il centrodestra lo conosce bene, questa nuovo contesto si evince anche dalle parole usate dal leader azzurro a proposito di Matteo Salvini definito «un alleato leale». O da quelle scelte per Antonio Tajani che Berlusconi ieri ha lanciato come futuro presidente del Consiglio che sarebbe «una bella scelta». Insomma Tajani in Forza Italia pesa tanto. Messaggio chiaro visto che fa parte de team ristretto che assiste l’ex Cavaliere nella compilazione delle liste.

Per gli azzurri si sta facendo molto intricato il risiko in Liguria. Qui Giovanni Toti può rivendicare il suo successo in una regione storicamente “rossa” e con l’assessore regionale Marco Scajola (nipote dell’ex ministro e pezzo da novanta di FI) fa muro contro la presenza di Lorenzo Cesa (leader dell’Udc) come candidato di tutto il centrodestra. Una mossa che avrebbe rotto anche il precario equilibrio tra centristi con una frangia che ha fatto trapelare subito la brutta aria che tira. Un blitz solitario di Cesa di ad Arcore non sarebbe stato gradito da Raffaele Fitto e Maurizio Lupi. Stando a quanto appreso dall’Adnkronos, Fitto si sarebbe lamentato del trattamento a lui riservato nella sua Puglia, dove si sentirebbe penalizzato. Sui sei collegi uninominali assegnati alla “quarta gamba”, tre  spetterebbero ai suoi fedelissimi (Martina Franca e Molfetta alla Camera e il Senato del Sud Salento) due all’Udc e uno a Idea di Gaetano Quagliariello.

Anche in Campania ce ne sono cose da sistemare. Stando agli ultimi rumors  il deputato Luigi Cesaro dovrebbe essere ricandidato a Montecitorio ma non ci sarebbe posto per  il figlio Armando. I due sono indagati per voto di scambio e attorno i loro nomi ad Arcore si sarebbe aperto un vero e proprio duello. Ultimi dettagli per chiudere sui nomi di Sandra Lonardo, moglie del leader dell’Udeur Clemente Mastella. Mara Carfagna sarà blindata nel proporzionale a Salerno e con Nunzia De Girolamo capolista nella sua Benevento.

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