Keith Haring a Bologna: GVC e Contemporary Concept contro l’Aids in Africa

Arte In Rilievo

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Bologna celebra con una mostra lo street artist Keith Haring a 60 anni dalla nascita (1958-1990). Dal 31 gennaio al 25 febbraio 2018, infatti, saranno in mostra, nelle due sedi della Pinacoteca Nazionale, più di 60 opere dell’artista, provenienti da collezioni pubbliche e private, molte delle quali inedite al grande pubblico.

Ad animare la mostra“Party of Life. Keith Haring, a vision” curata da Diana Di Nuzzo ed organizzata da Contemporary Concept, vi saranno flash mob e performance in omaggio all’artista, laboratori e visite guidate in italiano e in inglese.

Il progetto, vedrà importanti collaborazioni con organizzazioni non profit ed enti che si occupano di lotta all’Aids tra cui l’ong bolognese GVC Gruppo di volontariato civile che collaborerà alla mostra

Non sono veramente spaventato dall’Aids. Non per me stesso. Sono spaventato dal dover guardare tante persone morire dinanzi a me”. Negli anni in cui Keith Haring metteva così a nudo il dramma della sua malattia, la sindrome da immunodeficienza acquisita rappresentava una condanna certa. E non solo nell’America reaganiana degli anni 80. Oggi, però, le parole dell’artista acquisiscono un significato diverso. Perché in Occidente il virus dell’HIV non significa più morte certa. Con l’AIDS, grazie ai farmaci, si può convivere. Eppure, nonostante i progressi sul piano della durata e della qualità della vita, in ampie parti del mondo non è possibile a tutti avere accesso alle cure. GVC ha realizzato centinaia di progetti in ambito sanitario e nella lotta all’HIV nei paesi del Centro America e dell’Africa. Per questo, in occasione dell’arrivo a Bologna dei capolavori di Keith Haring, GVC è felice di inaugurare una inedita collaborazione con gli organizzatori della mostra per sensibilizzare insieme l’opinione pubblica sul tema del virus dell’HIV in Africa e nel mondo.

“Il messaggio sociale di Keith Haring ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’arte mondiale e ha accompagnato una rivoluzione culturale che ha fatto sì che in Occidente l’AIDS si trasformasse da stigma e incubo collettivo a una malattia con la quale è possibile convivere- ha dichiarato Dina Taddia, presidente di GVC-. Per molti che non hanno accesso alle cure, rimane ancora una sindrome che mette a rischio le esistenze e per la quale provare vergogna e nascondersi. Siamo felici- ha aggiunto Taddia- che gli organizzatori di questa importante mostra abbiano scelto GVC per rafforzare il messaggio di questo grande artista, la cui vita è stata stroncata dalla malattia”.

Grazie alla collaborazione con Contemporary Concept e alla mostra “Party of Life. Keith Haring, a vision”, in linea con l’impegno sociale di Keith Haring, GVC avrà la possibilità di garantire a 150 persone sieropositive in Burundi, in particolare 42 uomini, 160 donne e 24 bambini, supporto attraverso trattamenti con farmaci retrovirali, il monitoraggio biologico, la profilassi al Cotrimoxazolo per ridurre il rischio di infezioni e la presa in carico psicosociale di distribuzione di cibo ad alto contenuto proteico.

 

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