Trump fa un discorso “moderato” ma il suo primo anno ha fatto boom

Politica

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E’ un Donald Trump che non ti aspetti quello che ha tenuto il primo discorso sullo stato dell’Unione davanti alle camere riunite. Niente toni roboanti o attacchi agli avversari. Ha scritto il Washington Post: «Trump ha parlato senza staccarsi dal gobbo, restando insolitamente fedele al testo, limitandosi a promuovere i suoi obiettivi e parlare ambiziosamente della «forza della nostra famiglia americana», ha scritto il New York Times.

E’ la nuova versione dell’ex tycoon, più istituzionale e meno grossolana. Uno stile inaugurato a Davos, dove ha riscosso un gran successo. Trump sembra voglia essere meno divisivo, una strategia comunicativa che gli consente di raccontare il Paese che vuole costruire. Un’America sicura e orgogliosa. È questo il Paese evocato da Trump ieri notte. Che per essere tale dovrà puntare sulla forza domestica, della sua economia e delle infrastrutture alla base della sua potenza industriale. La centralità di un piano di grandi opere per la Casa Bianca – Trump fin da dicembre dichiarò che sarebbe diventata la prima proposta in gioco dopo a riforma fiscale – è stata resa chiara dal moltiplicarsi di indiscrezioni sul suo arrivo. Nell’ultima settimana il Presidente stesso ha alzato le stime dei fondi che intende mobilitare per strade, aeroporti, dighe e ponti fino a 1.700-1.800 miliardi di dollari rispetto ai mille miliardi inizialmente ipotizzati.

Eppure questi dodici mesi sono stati davvero turbolenti. L’inchiesta sul Russiagate, le scazzottate quasi quotidiane con i media e la faida continua che ha falcidiato la cerchia dei suoi più stretti collaboratori. E’ stato un anno che ha marchiato a fuoco la sua presidenza, con punti cardine mai messi in discussione. Ha puntato tutto sula piano di riduzione delle tasse. ha vantato «il più grande taglio fiscale della storia« ricordando che “da quando abbiamo approvato il taglio delle tasse circa tre milioni di lavoratori hanno già ottenuto bonus, molti dei quali di migliaia di dollari. Apple ha appena annunciato il suo piano per investire un totale di 350 miliardi di dollari in America e assumere altri 20 mila lavoratori». «Le aziende stanno tornando negli Usa, vogliono essere dove c’è l’azione», ha aggiunto. «Molte case automobilistiche stanno costruendo ed espandendo i loro impianti negli Usa, cosa che non vedevamo da decenni. Chrysler sta spostando un grande impianto dal Messico al Michigan; Toyota e Mazda ne stanno aprendo uno in Alabama. Presto impianti apriranno in tutto il Paese. Queste sono tutte notizie che gli americani non sono abituati di sentire da anni. Aziende e lavoro se ne andavano, ma adesso stanno tornando, vogliono essere dove c’è l’azione».

Con il contrasto all’immigrazione e alla spregiudicata mossa su Gerusalemme capitale d’Israele, in questo anno, Trump si è anche adoperato per rafforzare il suo legame con l’America più tradizionalista. Ha scelto Neil Gorsuch come nono componente della Corte suprema. Gorsuch, giudice di corte d’appello federale noto per le sue posizioni conservatrici. Dalla Casa Bianca sono arrivati anche gli stop sulla contraccezione gratis e sulle tutele contro le discriminazioni della comunità Lgbt, in nome della difesa della libertà religiosa e di coscienza.

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