Prodi aveva unito il centrosinistra ma ora benedice la frattura Pd-LeU

Politica

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Romano Prodi andrà a votare il 4 marzo e rivela che voterà per « l’affermazione del centrosinistra e che le forze fuori dalla coalizione non stanno lavorando per l’unità». Una dichiarazione che arriva dopo che Affaritaliani.it aveva diffuso il testo di un colloquio telefonico con l’ex presidente del Consiglio attribuendogli valutazioni secondo cui Liberi e uguali non è per l’unità del centrosinistra, al contrario del Pd. Passa poco tempo e l’ufficio stampa dell’ex premier precisa che «Il Presidente non ha rilasciato alcuna intervista. Ha solo ribadito che certamente andrà a votare e che voterà per l’affermazione del centrosinistra e che le forze fuori dalla coalizione non stanno lavorando per l’unità. Niente altro». Ma ormai la valanga è partita. «il Pd è per l’unità del centrosinistra, LeU no». Dopo la replica di Grasso: «Il centrosinistra è diviso per volontà di Renzi», arriva quella della presidente della Camera Laura Boldrini. «Dispiace – dice la Boldrini a Radio Anch’io – che Prodi abbia fatto queste osservazioni, sottovalutando l’indisponibilità di Renzi a fare coalizioni, non ha voluto trovare un terreno comune, di fatto chiudendo ogni possibilità di fare alleanze; nemmeno Piasapia è riuscito a trovare garanzie dal Pd. Credo Prodi abbia sottovalutato il sentimento di autosufficienza di Renzi e al sua indisponibilità costruire una coalizione vendendo incontro alle esigenze dell’alleato».

Prodi è stato l’uomo capace di mettere assieme le tante diverse anime del centrosinistra. Negli ultimi 25 anni quando il centrosinistra ha sconfitto Silvio Berlusconi questo è sempre stato possibile grazie all’opera di mediazione del Professore capace di compattare tutto l’ampio fronte del centrosinistra. Adesso quella prospettiva non c’è più. La rottura di Bersani e D’Alema e le rigidità di Renzi non lo permettono.

Non è detto che l’analisi di Prodi, poi, sia quella corretta. Peppino Caldarola, d irettore per due volte dell’Unità e parlamentare per otto anni nei DS-Ulivo, che su Lettera43 scrive: «Il suo endorsement al Pd non avrà alcuna influenza sugli elettori perché Renzi è voto repellente. L’unica casa per i valori di sinistra è quella di Grasso, un partito in formazione che dopo il voto dovrà essere superato costruendo una forza che con più coraggio si dichiari socialista». Tesi che, invece non convince Emanuele Macaluso, memoria storica della sinistra italiana che sul suo profilo Facebook accusa Grasso: «Penso che Prodi abbia ragione. Il rifiuto di Liberi e Uguali di indicare autonomamente come prospettiva un’alleanza di centrosinistra con una sinistra più forte è, a mio avviso, demenziale».

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