Cinema e musica in mostra al Museo Nazionale del Cinema di Torino

Arte In Rilievo

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Soundframes. Cinema e musica in mostra è il titolo del nuovo progetto espositivo del Museo Nazionale del Cinema di Torino visitabile fino al 7 gennaio 2019, che vuole celebrare il centenario dalla nascita del compositore Leonard Bernstein autore di magnifiche colonne sonore come  Fronte del porto, e musical come West Side Story.

Soundframes è un nuovo palinsesto che raccoglie un’esposizione, il festival Seeyousound e diversi eventi spalmati durante tutto l’anno”, spiega Donata Pesenti Campagnoni, – direttrice pro tempore del museo torinese – “a consacrazione di un luogo dove il cinema non solo è in mostra, ma si può anche vedere”.

Un percorso cronologico e tematico, un vero e proprio viaggio in 100 anni di storia del cinema, da quello muto al videoclip, che si snoda lungo la suggestiva rampa elicoidale della sala del tempio, il cuore pulsante del Museo Nazionale del Cinema.

Siamo orgogliosi di presentare una mostra che racconta anche e soprattutto un modo differente di avere a che fare con il pubblico – ha detto Laura Milani, del Museo Nazionale di Cinema – la scelta di intrecciare i due linguaggi rivela un potenziale espressivo enorme, non è più un racconto ma il primo passo verso un dialogo del cinema con le altre arti. Il mondo della musica ha da sempre a che fare con il cinema, è così potente da entrare nelle corde fisiche e psicologiche di tutto noi, Soundframes lo esplora in modo immersivo, esplorando musica e cinema in un percorso aperto e fruibile da tutti».

Soundframes esplora gli intrecci tra diversi linguaggi esaltandone la multimedialità, avvalendosi di sessanta schermi che manderanno in onda centotrenta sequenze di film e videoclip. Si potrà cosi ballare insieme a Gene Kelly nella scena clou di Cantando sotto la pioggia o farsi ammaliare  dalla colonna sonora jazz firmata da Miles Davis per Ascensore per il patibolo. 

Per una piena accessibilità del museo è stata realizzata da Alfredo Di Gino Puccetti, una speciale pedana in legno, che traduce le onde sonore in vibrazioni percepibili sotto i piedi.

Esplorare un linguaggio significa aprire confini e occhi e rendersi conto di tutto ciò di inesplorato che c’è intorno a noi – ha proseguito la Milani – non sarà una mostra statica ma dinamica, e non ci saranno oggetti ma sensazioni, per andare oltre i luoghi comuni insieme a un linguaggio che sa essere molto profondo».

Il progetto Soundframes. Cinema e musica in mostra porterà al Museo Nazionale del Cinema durante tutto il 2018 numerosi artisti come Michael Nyman a novembre, e il musicista Colapesce, che metterà in scena uno spettacolo con le immagini del regista Vittorio De Seta. Sono previste anche retrospettive come quella su Anton Corbjin presente anche in mostra con uno spezzone tratto dal suo film cult sul leader dei Joy Division, Ian Curtis: Control e sonorizzazioni live come quelle dei Julie’s Haircut per il film del 1928 The Last Command di Josef von Sternberg ( Cinema Massimo, 11 aprile).

 

 

 

 

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