Berlusconi replicante: il contratto moviola prepara-inciucio con Renzi

Politica

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Berlusconi è come la politica di oggi in Italia. Fa cose, dice cose che diceva e faceva 24 anni fa. Quando ha fondato Forza Italia. Lo stesso schema politico, le stesse idee, le stesse amenità e pubblicità ingannevoli. Un’eterna moviola che ci condanna a tornare indietro nella storia. Sembra un film tragicomico vedere i D’Alema, i Bersani, ancora ergersi a protagonisti della vita pubblica, dopo tutti gli errori che hanno commesso. Così come diventa una beffa reiterare concetti politici, economici e programmatici, non solo fallimentari, numeri alla mano, ma disattesi da destra e sinistra. E si vede dai risultati.

Una farsa nella sostanza e nella forma, basti vedere l’ “efficienza fisica” del Cavaliere, cui non basta più un restauro di quelli radicali (ormai nemmeno la sua voce è chiara), e i luoghi dove il film si svolge: Porta a Porta, la quarta Camera del paese, desolatamente incartapecorita.

Infatti, da Bruno Vespa si è consumata l’ennesima recita ai danni dei cittadini: il contratto agli italiani (brutta copia di quello che il capo di Fi, teatralmente ha sottoscritto nel 2001) che ora si chiama “impegno”, si legga pure sforzo, come Sforza Italia.

E’ tutto uno sforzo, inutile, ridicolo, grottesco.

Adesso Silvio “sente il dovere di mettersi al Servizio del suo paese”. Siamo tornati al vide-annuncio del 1994? Mussolini è durato di meno. E poi, è il Cavaliere che parla e che pensa di essere utile al suo paese, o un sosia, o l’ennesimo delfino, annunciato urbi et orbi e scientificamente bruciato? Da Alfano a Tajani?

La verità è che i suoi collaboratori lo stanno cannibalizzando fino all’ultimo respiro, esattamente come il re morto del film di Kurosawa, sostituito dentro l’armatura da un altro, al punto che i nemici, cadendo nell’inganno, hanno pensato che vivesse ancora, accettando una guerra che li avrebbe visti sconfitti. Come dire, cornuti e mazziati, con la regia dei furbetti del quartierino azzurro (da Romani alla Carfagna, da Brunetta, Brambilla etc).

Silvio parla a nome di chi? Non sarà premier, per le note vicende, non è candidato né candidabile. E quindi? Parla per conto terzi… per conto di Renzi (il sicuro governo dell’inciucio Renzusconi)?

Silvio parla di che? Tutta fuffa. Giovani, economia, promesse demagogiche, senza copertura; addirittura scopiazza il reddito di maternità (1000 euro al mese per le mamme che decidono di occuparsi dei figli) ideato dal Popolo della Famiglia, guidato da Mario Adinolfi.

La verità è che sia Berlusconi, sia Renzi, parlano di un’Italia, di una politica che non ci sono più, dentro geografie (destra-sinistra) morte e sepolte. Bisogna lavorare con decisione per un’Italia che magari non c’è ancora, ma che deve germinare e deve mandare a casa il governo dell’inciucio, le vere fake news che propina la casta.

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