Dieta Crash top contro il grasso, ma occhio al cuore: come funziona

In Rilievo Società

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L’avvicinarsi della bella stagione sta cominciando a far parlare di diete dimagranti. Negli ultimi mesi la più gettonata è la Dieta Crash che consiste nell’introito energetico giornaliero compreso tra 600 e 800 chilocalorie. Il risultato è che il grasso totale, quello viscerale e quello epatico, avevano subìto drastiche riduzioni: rispettivamente del 6, dell’11 e del 42 per cento. Non solo, anche importanti variabili come la risposta all’insulina, il metabolismo, il livello di zuccheri e di grassi nel sangue e i valori della pressione sanguigna, risultavano essere migliorate.

Le diete di questo tipo sono basate quasi esclusivamente sul ricorso ai pasti sostitutivi: barrette o bevande. In questo modo si prova a fornire tutti i nutrienti necessari, riducendo però in maniera drastica l’apporto di energia all’organismo.

Questa dieta però non è tutta rose e fiori. Una ricerca condotta dagli studiosi dell’Università di Oxford ha infatti messo in guardia dall’effetto che la Dieta Crash può avere sul cuore.  Dal momento che il grasso che lo avvolge svolge un’azione protettiva nei confronti dell’organo e riducendosi di quasi la metà, la funzionalità cardiaca ne risentirebbe. Sempre secondo gli studiosi, il grasso liberato dai vari distretti corporei veniva in parto assimilato a livello cardiaco, compromettendo la corretta operatività del cuore.

“Diete simili si sono molto diffuse negli ultimi anni – ha spiegato Jennifer Rayner, ricercatrice nel dipartimento di imagin cardiovascolare dell’Università di Oxford-. Quello che abbiamo scoperto può apparire curioso, perché a fronte di un miglioramento del profilo metabolico ci si aspetta una conseguenza analoga anche sul piano cardiovascolare. Invece l’attività generale del cuore è risultata peggiorata già sette giorni dopo l’inizio della dieta. Questo perché l’improvviso rilascio di grasso dai diversi distretti, necessario per sopperire al ridotto apporto energetico, ha fatto probabilmente sì che il cuore di queste persone lo immagazzinasse, andando così a peggiorare le performance del muscolo”.

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Micaela Del Monte
A sei anni ho avuto la mia prima macchina da scrivere ma poi gioco del pallone è diventata la mia passione. Laureata in scienze della comunicazione, ho iniziato a scrivere per diversi giornali online fino ad arrivare ad IntelligoNews in redazione. Oggi scrivo per Lo Speciale e collaboro con la radio della Capitale