Presentato in anteprima Pienza città della luce di Luca Crescenti

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Sabato 24 Marzo, presso il Conservatorio San Carlo Borromeo a Pienza, é stato proiettato in anteprima, con grande  successo, il lungometraggio “Pienza Città della Luce” curato dallo dello storico dell’arte Tomaso Montanari per la regia di Luca Crescenti.

Nell’occasione c’è stata la “lectio magistralis” di Montanari che ha estasiato l’eccezionale  pubblico presente. Sono Intervenuti il Vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni, il Sindaco di Pienza Fabrizio Fè e il regista Luca Criscenti, il tutto coordinato dll’Assessore alla Cultura di Pienza Giampiero Colombini.

Montanari fa un accorato appello agli storici dell’arte invitandoli ad essere popolari e lasciare le cattedre per scendere fra la gente, diffondere la storia dell’arte come passione civile, rendere il cittadino consapevole e orgoglioso della sua identità:

Il paesaggio  è il patrimonio, ciò che si vede di fuori da qui. Ha un nesso fortissimo con l’uguaglianza di fatto, con il lavoro vero e con la possibilità di esercitare la propria sovranità. Possiamo dire che abbiamo bisogno di conoscere, non importa il modo accademico, abbiamo bisogno di conoscere la storia dell’arte per saper leggere l’alfabeto della bellezza che ci circonda, per essere fino in fondo cittadini. C’è un nesso profondo fra conoscere la storia dell’arte e diventare italiani, perché italiani non si nasce ma si diventa  grazie ad un rapporto con ciò che ci circonda , col paesaggio e patrimonio. Siamo tutti italiani, iure soli –per ius soli, cioè per il profondo legame con il territorio, con il paesaggio, col patrimonio. Non siamo italiani per via di sangue  – secondo la costituzione non siamo italiani per via di lingua. Nell’articolo nove della Costituzione, si scrive la parola nazione, la si scrive in connessione con il paesaggio e il patrimonio; non con la razza, sangue. religione – ma con il paesaggio e il patrimonio. La classe dirigente  che la scuola dovrebbe formare ha più bisogno di coscienza critica che di talenti  creativi. Avere gli strumenti  per saper leggere  quale legame formale storico e spirituale unisce la piazza con il palazzo di Pienza al paesaggio che fino al Monte Amiata si stende. Non sapere leggere ciò che ci circonda porta a fare scempio senza scrupoli e senza rimorsi, di ciò che abbiamo. C’è un nesso tra la conoscenza e la nostra capacità di non dilapidare, non disperdere, ma conservare, passare alle generazioni future tutto ciò che abbiamo ereditato e senza conoscenza, noi non lo faremo!”.

 

 

 

 

 

 

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