‘Ndrangheta, Minniti esulta per la cattura del latitante Giuseppe Pelle

Politica

Ancora un colpo alla ‘Ndrangheta. Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, si è congratulato con il capo della Polizia, Franco Gabrielli, per l’arresto eseguito dal personale della Squadra mobile di Reggio Calabria e dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia reggina per l’arresto del latitante Giuseppe Pelle, considerato elemento di spicco della ‘ndrangheta e ai vertici delle cosche di San Luca.

Il boss – ricercato dalla Polizia di Stato dal 2016 – aveva trovato rifugio all’interno di un’abitazione situata in una delle contrade più impervie dell’entraterra di Condofuri (RC), pressochè irraggiungibile in quanto priva di strade percorribili ed isolata dal greto accidentato di una fiumara aspromontana che ne rende difficoltoso l’accesso.

La cattura di Pelle è il risultato di una intensa e complessa attività investigativa degli uomini della Polizia di Stato di Reggio Calabria che hanno lavorato con competenza e determinazione. È dunque un successo investigativo – ha sottolineato il ministro Minniti – frutto dello straordinario impegno che Forze dell’Ordine e Magistratura mettono in campo quotidianamente ed a loro va il mio ringraziamento ed apprezzamento”.

Anche il procuratore facente funzioni di Reggio Calabria Gaetano Paci ha commentato l’arresto di Giuseppe Pelle esprimendo la sua piena soddisfazione: “L’azione incessante dello Stato contro la ‘ndrangheta non si arresta, su nessun livello. I latitanti sono coloro che occupano il territorio e la loro ricerca è fondamentale per liberare proprio il territorio”.

Chi è Giuseppe Pelle: l’uomo appartiene alla potente famiglia dei Gambazza di San Luca, un tempo guidata dal padre Antonio Pelle, ai vertici della ‘ndrangheta fino alla sua morte nel 2009. Giueppe Pelle è legato anche alla potente famiglia Barbaro di Plati.

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