Siria, è la 3° guerra mondiale? Usa-Uk-Francia Vs Russia, Cina e Iran

Esteri Politica

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Il mondo è con il fiato sospeso: siamo alla vigilia di una guerra catastrofica? Il silenzio dei media mette ancora più paura.

In attesa di vedere se il presidente americano, Donald Trump, deciderà di rispondere con un’azione militare al pesante bombardamento in Siria che ha ucciso decine di civili, tra cui donne e bambini, con armi chimiche secondo la Casa Bianca (ma in realtà  chi le abbia lanciate non è affatto chiaro, nessuno dimentica il caso Iraq), al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è stato respinto il progetto di risoluzione russo sulla Siria. Il documento proposto da Mosca è stato sostenuto da sei paesi su nove necessari, tra cui due membri permanenti: Russia e Cina.

Il rappresentante permanente della Russia presso le Nazioni Unite, Vasilij Nebenzja, commentando l’esito della votazione, ha osservato che desta grande preoccupazione il fallimento della risoluzione. “Questa è, purtroppo, una cartina di tornasole che dice molto. Abbiamo grandi preoccupazioni abbiamo proposto risoluzione del tutto innocente, che in pratica replicava quella svedese del giorno precedente”

La situazione è tesissima: a Damasco i militari siriani sono in stato d’allerta e proteggono aeroporti e basi militari contro possibili raid aerei. Infine, il cacciabombardiere USS Donald Cook e’ giunto da poco nelle acque del Mediterraneo orientale. E Trump ha chiesto 48 ore per decidere il da farsi.

Per capire a che livello di allerta siamo, basta dire che l’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) ha diramato un’allerta sulle rotte aeree del Mediterraneo orientale. L’allarme sarebbe stato emesso “a causa del possibile lancio di raid aerei con missili aria-terra e/o cruise entro le prossime 72 ore”. E va tenuta anche presente “la possibilità di un’interruzione intermittente delle apparecchiature di radionavigazione”, afferma l’Easa.

Ora il Presidente Usa potrebbe scegliere tra un’azione mirata, lanciare una salve di missili Tomahawk dalle portaerei al largo del Mediterraneo, o un’operazione allargata contro basi militari del regime. Ma c’è una terza opzione che mette più paura: un’operazione contro i centri di controllo russo iraniani. E la Russia c’è da scommetterci reagirebbe ad attacchi che mettessero in pericolo le truppe russe. E allora si parlerebbe di contrattacco.

 

 

 

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