A Palermo l’ottava Giornata nazionale della mutualità

Economia In Rilievo

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Si è tenuta a Palermo presso il Palazzo Chiaramonte Steri l’ottava Giornata nazionale della mutualità dedicata al “Mutuo soccorso come patrimonio di cultura e sussidiarietà”.

Soci delle società di tutta Italia si si sono riuniti nella Capitale della Cultura per identificare quali siano le nuove sfide per offrire risposte integrative in un momento in cui la spesa sanitaria privata cresce a dismisura, pesando proprio sulle tasche dei cittadini.

Il futuro? Tra riforme, lotta alla mutualità spuria e ibridazione con nuovi modelli, sarà da protagonisti nel mondo del Terzo settore, in cui le società di mutuo soccorso hanno giuridicamente fatto ingresso soltanto di recente.

Valori e principi rimangono per noi invariati da quasi due secoli– dichiara Placido Putzolu, presidente della FIMIV Federazione Italiana Mutualità Integrativa, che ogni anno organizza l’evento -. Assenza di fini lucrativi, partecipazione e porta aperta, non discriminazione degli assistiti, rinuncia al recesso perché nessuno, se malato o anziano, venga espulso nel momento del bisogno- a differenza di ciò che fanno le società for profit”. E sull’esistenza delle mutue spurie dice: “non disorienteranno chi ci conosce. Possono copiare una forma giuridica ma mai nei fatti valori e azioni che da più di un secolo fanno la differenza sulla vita e la salute di centinaia di migliaia di soci e assistiti”.

Le prime esperienze di società di mutuo soccorso sono nate 170 anni fa a Pinerolo, dall’idea di un calzolaio, un indoratore, quattro falegnami, due sarti e un capomastro, decisi a organizzarsi in una società di mutuo soccorso per garantire a tutti i soci- donne e uomini spesso sfruttati e sottopagati- un sussidio in caso di malattia.

Se al Nord le prime esperienze di società di mutuo soccorso furono create negli anni della Primavera dei popoli, al Sud invece nacquero e si diffusero in quelli  della grande crisi fine ottocentesca che coincide con le rivendicazioni dei Fasci siciliani e dei “jurnatara”, dei lavoratori a cottimo, per il diritto alla salute, al lavoro e alla terra, contro il sistema mafioso schierato dalla parte dei latifondisti” spiega Michelangelo Ingrassia, docente dell’Università degli Studi di Palermo.

Oggi, in tutta Italia, secondo i dati dell’ultimo Rapporto di Missione della FIMIV, un milione di persone, tra soci e assistiti, hanno una copertura integrativa grazie a una società di mutuo soccorso. Solo quelle aderenti all’associazione sono 524 e hanno partecipato all’integrazione dell’assistenza sanitaria pubblica mediante prestazioni e sussidi erogati ai propri soci per un valore complessivo di 95milioni di euro, pari a oltre il 78% dei contributi raccolti. A garanzia della capacità di copertura delle prestazioni, gli accantonamenti a riserva indivisibile ammontano a oltre 100 milioni di euro, senza considerare il valore dei patrimoni immobiliari di cui sono in possesso le società.

 

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