PD, l’urlo di Chiamparino: “Congresso o ci logoriamo”

Politica

La Direzione non c’è, o perlomeno non si sa quale prendere. Nel dibattito che si è aperto, anche il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino ha chiarito la sua posizione a poche ore dalle polemiche scatenate da quella che è stata definita una sorta di “lista di proscrizione”. L’urlo di Chiamparino, ai microfoni di Radio Anch’io, è chiaro: “Oggi c’è bisogno di capire se Martina ha ancora la fiducia di questa Direzione, altrimenti si vada a congresso”.

L’appello di Chiamparino è semplice: “Si indica al più presto un congresso veniamo da due batoste elettorali e dalla lettura dei dati legati a queste sconfitte emerge una evidenza importante: vinciamo ai Parioli e al centro di Torino e perdiamo nelle periferie, che per un Partito democratico è un fatto inquietante”, “mi auguro che tutti votino la fiducia a Martina. Chi parla con il Pd e chi è iscritto deve sapere chi ha la responsabilità del Partito”

Insomma la sua sintesi è questa: Se è Martina è Martina altrimenti si prende atto del contrario e ci si confronta in un congresso. Secondo Chiamparino infatti “la gente dei circoli e gli iscritti devono essere di fronte ad una discussione seria. Io vengo dal Pci dove l’analisi della sconfitta era più importante di quella della vittoria”, “non vedo altra scelta che il congresso. Altrimenti ci logoriamo”.

Infine Chiamparino chiarisce la sua idea di collaborazione con il Movimento 5 Stelle ecita poi Cacciari dicendo “non bisogna cercare accordi di governo ma mettere alla prova i 5Stelle chiedendo che i nostri punti di riferimento si mettano nel programma altrimenti si torni a votare”.

Insomma chi parlerà a nome del Pd nelle prossime settimane? Sarà Martina? Il reggente ha cercato di interpretare questo ruolo con la collegialità, ma è in atto una lotta intestina.

 

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