Italia-Argentina, paragone impossibile per Borghi e Bagnai. Con l’Ungheria…

Economia In Rilievo

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Italia-Argentina: ma che paragone è? Ci pensano Borghi-Aquilini, parlamentari leghisti ed economisti della Lega, a rigettare qualsiasi similitudine tra i due Paesi, analisi invece recentemente sostenuta in un’editoriale dal giornalista Federico Fubini.

La crisi dell’Argentina in alcun modo può essere paragonata alla situazione italiana e di certo non per l’appartenenza del paese alla zona euro: “Argentina e Italia sono Paesi profondamente diversi. In Argentina il settore agricolo pesa il quadruplo rispetto all’Italia (rispettivamente, 8 per cento e 2 per cento del Pil), e questo incide sulla composizione dell’export, che in Italia e’ composto per l’84 per cento da prodotti manifatturieri, mentre in Argentina solo per il 31 per cento”.

Quando un Paese si basa sulle materie prime o su prodotti agricoli grezzi, la sua crescita dipende dai prezzi sui mercati internazionali: “Una caduta metterà in difficoltà qualsiasi moneta esso adotti o per quanta moneta esso stampi”. Questo anche perchè le materie prime hanno domanda rigida: “Se la soia dimezza non ingozziamo i nostri vitelli. Anche a causa di ciò dal 2010 l’Argentina è in deficit estero, cosa che ora la costringe ad alzare i tassi per farsi prestare i soldi che non guadagna più esportando”.

Quanto precede – continuano gli economisti – spiega perchè l’argentino Macrì, nonostante sia ‘tutto buon senso, riforme e prudenza’ come ha riportato Fubini, da quando ha preso il potere ha visto la sua valuta indebolirsi del 45 per cento sul dollaro: “Viceversa, un altro presidente, l’ungherese Orban, nonostante sia tanto cattivo e non faccia le riforme, ma anzi cacci il Fmi fuori dal Paese con la ramazza, pur non avendo l’euro, bensì il fiorinetto, va avanti tranquillissimo, grazie al suo surplus commerciale, e viene costantemente rieletto dai suoi concittadini”.

L’export ungherese è per l’83 per cento composto da prodotti manifatturieri e per questo l’Ungheria ha beneficiato della flessibilità del fiorino: “Lasciamo valutare al lettore a quale Paese l’Italia somigli di più. Speriamo di aver chiarito una volta per tutte che citare l’Argentina per sostenere che l’Italia non è in crisi grazie all’euro è un non sequitur, a meno che non si vogliano mandare messaggi politici (cose tipo: se passerà il referendum sulla Brexit la Gran Bretagna sparirà nell’oceano) ma in questo caso andrebbero connotati come tali”.

Parola di Borghi Aquilini e Bagnai.

 

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